WHATSAPP: 349 88 18 870

Davide Santacolomba, il pianista sordo:
«La musica mi ha restituito l'udito»

29 anni, non uden­te dal­la na­sci­ta, è riu­sci­to a co­ro­na­re il suo so­gno di di­ven­ta­re mu­si­ci­sta. «Af­fron­ta­te la vita come fos­se una sfi­da, sta­te cer­ti che riu­sci­re­te a vin­cer­la»

Davide Santacolomba, il "pianista sordo": «La musica mi ha restituito l'udito»

«Buon­gior­no, un at­ti­mo che met­to le cuf­fie per sen­ti­re». Ini­zia così l’in­ter­vi­sta te­le­fo­ni­ca a Da­vi­de San­ta­co­lom­ba, gio­va­ne pia­ni­sta 29en­ne pa­ler­mi­ta­no. È sor­do dal­la na­sci­ta, ma lui, e i suoi fa­mi­lia­ri, si sono da su­bi­to ri­bel­la­ti a quel de­sti­no.

LA MA­LAT­TIA. Tra le cau­se più pro­ba­bi­li, i dot­to­ri pen­sa­no che si trat­ti di una ma­lat­tia con­ge­ni­ta, an­che se po­treb­be­ro es­ser­ci al­tre ra­gio­ni. Una pa­to­lo­gia che è an­da­ta a pro­gre­di­re nel cor­so del tem­po, tan­to da di­ven­ta­re mol­to gra­ve e pro­fon­da al­l’e­tà di 8 anni. La pri­ma ad ac­cor­ger­se­ne è sta­ta la non­na per­ché ogni qual vol­ta lo chia­ma­va, Da­vi­de non ri­spon­de­va. Da quel mo­men­to fu­ro­no i ge­ni­to­ri a pre­mu­rar­si per lui. «Mi fe­ce­ro fare un con­trol­lo, a Pa­ler­mo – rac­con­ta Da­vi­de –  dal qua­le fu ri­scon­tra­ta una ipoa­cu­sia neu­ro­sen­so­ria­le bi­la­te­ra­le gra­ve». I fa­mi­lia­ri scon­for­ta­ti de­ci­se­ro di sot­to­por­lo a ul­te­rio­ri esa­mi a Mi­la­no, nei qua­li, pur­trop­po, fu ac­cer­ta­ta la sua sor­di­tà. Da­vi­de non sen­te to­tal­men­te i suo­ni acu­ti, ha gran­di dif­fi­col­tà a sen­ti­re i suo­ni medi, ma sen­te i suo­ni gra­vi.

LA MU­SI­CA COME TE­RA­PIA. Du­ran­te il viag­gio mi­la­ne­se, la fa­mi­glia San­ta­co­lom­ba, de­ci­de di an­da­re a tro­va­re un’a­mi­ca di fa­mi­glia, la qua­le te­ne­va un pia­no­for­te in casa. «Ri­ma­si stu­pi­to quan­do la si­gno­ra mi fece sen­ti­re il suo­no del­la can­zo­ne Frà Mar­ti­no Cam­pa­na­ro. Alla fine, ri­pro­dus­si “ad orec­chio”, que­sto mo­ti­vet­to tra lo stu­po­re dei miei ge­ni­to­ri». Da lì, nac­que l’a­mo­re a pri­ma vi­sta ver­so il pia­no. Ini­zia a stu­dia­re mu­si­ca e si di­plo­ma con il mas­si­mo dei voti a Pa­ler­mo. «Una per­so­na che mi ha aiu­ta­to a cre­sce­re in am­bi­to pro­fes­sio­na­le, che ha sem­pre cre­du­to in me, è sta­ta la mia in­se­gnan­te: Gio­van­na De Gre­go­rio. La sua straor­di­na­ria ca­pa­ci­tà è sta­ta quel­la di riu­sci­re ad adot­ta­re un me­to­do di­dat­ti­co su mi­su­ra». No­no­stan­te sor­di­tà e ta­len­to sia­no pun­ti in co­mu­ne con un ca­po­sal­do del­la mu­si­ca d’ar­te (Bee­tho­ven), Da­vi­de ha l’u­mil­tà di non ac­cet­ta­re il pa­ra­go­ne. «Que­sto è un con­fron­to che non deve es­se­re fat­to as­so­lu­ta­men­te, lui è un pi­la­stro del­la sto­ria del­la mu­si­ca». Non ha un ido­lo, ama chi ha ri­vo­lu­zio­na­to que­sta arte.

IL PRE­SEN­TE. Quat­tro anni fa, Da­vi­de, ha mes­so un im­pian­to co­clea­re nel­l’o­rec­chio de­stro. No­no­stan­te la sua co­mu­ni­ca­zio­ne ver­ba­le sia mol­to mi­glio­ra­ta ri­spet­to a pri­ma, ci sono an­co­ra cir­co­stan­ze in cui ha dif­fi­col­tà, mo­men­ti che non rie­sce a ge­sti­re bene. Par­la al te­le­fo­no solo con le cuf­fie, e se ci sono più per­so­ne che par­la­no con­tem­po­ra­nea­men­te non ca­pi­sce nul­la, il suo im­pian­to va in di­stor­sio­ne. Il per­cor­so di stu­di in­tra­pre­so, oc­cu­pa mol­to tem­po nel­la sua gior­na­ta, il che in­flui­sce an­che nel­la ri­cer­ca di una pos­si­bi­le ra­gaz­za. La que­stio­ne non sem­bra tur­bar­lo, in­fat­ti con sim­pa­tia am­met­te di sta­re bene da sin­gle: «mig­ghiu sulu ca mala ac­cum­pa­gna­tu». Ma c’è del­l’al­tro: «la voce fem­mi­ni­le è so­li­ta­men­te acu­ta quin­di fac­cio fa­ti­ca a sen­tir­la».

LA CAR­RIE­RA E IL FU­TU­RO. Oggi Da­vi­de sta com­ple­tan­do gli stu­di in Sviz­ze­ra, a Lu­ga­no, sot­to un’al­tra in­se­gnan­te di li­vel­lo as­so­lu­to: Anna Krà­vt­chen­ko. «Sen­za dub­bio è lei che oggi sta ri­vo­lu­zio­nan­do il mio modo di sen­ti­re e ap­pro­fon­di­re que­sta arte, sia a li­vel­lo tec­ni­co che ar­ti­sti­co. An­che a lei devo tan­tis­si­mo». Fi­ni­to il ma­ster, Da­vi­de vor­reb­be ri­ma­ne­re a Lu­ga­no per con­ti­nua­re gli stu­di con la sua in­se­gnan­te, e al con­tem­po la sua car­rie­ra con­cer­ti­sti­ca. «Ho già fat­to di­ver­si con­cer­ti in giro per l’I­ta­lia, ho suo­na­to a Var­sa­via e an­che qui in Sviz­ze­ra». Il con­si­glio che si sen­te di dare a chi vive del­le dif­fi­col­tà: «Con­ti­nua­te a cre­der­ci, per­ché se ci cre­de­te for­te­men­te, e per­se­ve­ra­te, af­fron­tan­do la vita come se fos­se un gio­co o una sfi­da, sta­te cer­ti che riu­sci­re­te a vin­cer­la: vo­le­re è po­te­re».

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

© DIREZIONE LA SICILIA - I contenuti di questa sezione sono prodotti e inseriti autonomamente dagli autori. Pertanto sono riconducibili alla diretta responsabilità dei blogger e non sono in alcun modo espressione dell’Editore, della Direzione e della Redazione di questa testata.

LASCIA IL TUO COMMENTO

Condividi le tue opinioni su La Sicilia

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

Il giornale di oggi

Sfoglia

Abbonati

I VIDEO

nome_sezione

EVENTI

Sicilians

GOSSIP

Qua la zampa