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Tagli Ryanair, per Trapani è una catastrofe: il turismo rischia il flop

Oggi un incontro tra i sindaci della zona e gli operatori turistici per trovare adeguate contromisure

Tagli Ryanair, per Trapani è una catastrofe: il turismo rischia il flop

Ecco perchè per lo scalo trapanese i problemi si raddoppiano e già se ne vedono gli effetti sulla programmazione invernale dei voli, come ha sottolineato il presidente di Airgest, Franco Giudice: «In inverno ci sarà una forte riduzione della presenza del vettore» in assenza di un contratto concluso.

L’allarme è scattato, il turismo sarà il settore che sopporterà incalcolabili danni e e i sindaci dei comuni più interessati iniziano a chiedersi se e come arriveranno i turisti alle isole Egadi, a San Vito Lo Capo, a Erice, Segesta, Selinunte e Marsala. Giuseppe Pagoto, sindaco delle Egadi e presidente del Distretto turistico della Sicilia Occidentale è stato il primo a muoversi e ha chiesto un incontro con i primi cittadini che si terrà oggi alla Camera di Commercio: «Si deve trovare una soluzione al più presto perchè in questo modo in futuro non vedremo più turisti e le conseguenze saranno gravissime».

«Sono molto preoccupato - dice il presidente della Camera di Commercio, Pino Pace, che si era fatto garante dei pagamenti del Comuni - Il futuro dello scalo viene messo a serio rischio. Sono convinto che dietro questa decisione c’è anche il mancato rinnovo dell’accordo di co-marketing. I Comuni aspettano l’approvazione dei bilanci di previsione per procedere al rinnovo. Intanto siamo ancora morosi di oltre 500mila euro sull’importo dovuto dal precedente accordo, scaduto da parecchi mesi». I sei comuni che non hanno pagato avrebbero dovuto farlo entro gennaio e forse è anche per questo che Ryanair ha operato i tagli più consistenti allo scalo di Birgi, perchè i soldi non sono arrivati. Ragionando in termini di monopolio, Ryanair può permettersi tutto.

Anche i sindacati Cgil, Cisl e Uil sono scesi in campo e hanno chiesto un incontro urgente con il presidente di Airgest «per conoscere quali prospettive esistono per il nostro territorio e in che mondo si possa intervenire per scongiurare il peggio». Intanto si avanzano i primi conti sulle perdite: di passeggeri e di migliaia di posti di lavoro. Ma è certo che da novembre i voli garantiti saranno pochissimi e potrebbe accadere che, per qualche giorno della settimana, lo scalo rimanga deserto.

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