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Il video del Cnr con la ricostruzione del Teatro Romano di Catania

Dopo l'anfiteatro di piazza Stesicoro, l'Ibam ricostruisce un altro tassello della città come si presentava in età imperiale


Far rivivere digitalmente, tassello dopo tassello, la Catania romana così come si presentava ai tempi del suo massimo splendore. A un anno dal successo ottenuto con la ricostruzione virtuale dell’anfiteatro romano di piazza Stesicoro, l’Istituto per i beni Archeologici e Monumentali (Ibam) del Cnr propone un progetto analogo avente come oggetto il Teatro Romano.

Il video è stato presentato al Comune e sarà proiettato, a partire dal mese di settembre, presso i locali del “Catania Living Lab” di via Manzoni, ideale punto di partenza per la visita turistica della città sotto la guida di un team di esperti e ricercatori dell’Istituto catanese. «Questa nuova ricostruzione – spiega il direttore del Ibam, prof. Daniele Malfitana - rappresenta un ulteriore tassello della nostra mappa digitale della città e per realizzarlo è stato necessario oltre un anno di lavoro di squadra».

Il Teatro sorge sul fianco meridionale della collina di Montevergine. L’edificio originario risale probabilmente all’età greca ma di esso si conservano solo pochi resti murari. Gli studi condotti dai ricercatori del Cnr si sono quindi focalizzati sulla fase architettonica più monumentale, quella di II-III sec. d.C., e hanno permesso di svelare, tra ipotesi e conferme, un volto inedito dell'antico edificio. «È stato fatto un lavoro capillare – continua Malfitana -, che si prefigge di liberare un monumento fino a non molto tempo fa ingabbiato tra le case della Catania settecentesca e ottocentesca».

Il docu-film del Cnr rientra nel più progetto Pon “Smart Cities and Communities and Social Innovation DiCeT", realizzato dal laboratorio ITlab dell'Ibam coordinato da Francesco Gabellone. «Attualmente – spiega ancora Malfitana – è in fase di realizzazione una terza ricostruzione digitale, che riguarderà le Terme Achilleane, mentre a settembre presenteremo il primo volume dedicato alla piattaforma Open City, una banca dati liberamente consultabile rivolta ad espetri del settore, turisti e pubblica amministrazione».

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