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**Quirinale: no rieleggibilità, stop Moro-Togliatti, Mattarella riapre questione** (3)

Di Redazione

Questioni indissolubilmente legate tra loro, come si evince dal dibattito svoltosi nell'Assemblea costituente. In particolare il 19 gennaio del 1946, la seconda sottocommissione, su proposta del socialista Edgardo Lami Starnuti, approvò la non rieleggibilità del Capo dello Stato, bocciando l'ipotesi di aggiungere l'avverbio immediatamente come chiesto dal democristiano Giuseppe Fuschini.

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La questione approdò nella commissione dei 75 il 21 gennaio del 1947, e Togliatti, ritenendo il divieto troppo rigido, tornò a proporre la non immediata rieleggibilità, in quanto, viste le "qualità particolari" richieste per ricoprire la carica, sarebbe stato sbagliato escludere un altro mandato per il Presidente uscente. Moro però bocciò la proposta del leader comunista, perchè di fatto avrebbe avuto come conseguenza l'esclusione della rieleggibilità, possibile a quel punto soltanto dopo sette anni dalla fine del mandato.

Con la stesura definitiva della Carta costituzionale fu quindi consentita la rielezione, ma in Assemblea costituente il 24 ottobre del 1947 fu introdotto il cosiddetto semestre bianco, per evitare che il Presidente in carica, avvalendosi del potere di scioglimento delle Camere, potesse in qualche modo influenzare una sua conferma.

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