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Architettura Naturale e prospettive di resilienza urbana

Di Redazione

Il 2 dicembre, Lina Ghotmeh sarà ospite di Architect Tales, la serie di incontri digitali promossi dal Gruppo Rubner e curati da Luca Molinari Studio per tener vivo il dialogo con le voci più autorevoli dell'architettura e dell'urbanistica contemporanea

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Memoria, Natura, Ambiente Urbano: l'architettura ha la capacità di agire come strumento di riconciliazione e resilienza in tempi di crisi. Ma una progettazione urbana, per essere resiliente, deve superare la tradizionale settorialità con cui si approcciano le trasformazioni urbane, ottimizzare le risorse e volgere l'attenzione alle parti della città dimenticate dalle passate politiche di rigenerazione. Sebbene non ci siano ancora dei piani o modelli formali condivisi per la progettazione resiliente, molti sono gli esempi di città che in anni recenti hanno elaborato strategie concrete con l'intento di adottare e sperimentare misure di risposta locale a questioni di scala globale. Emblematica, a tal proposito, è la strategia di Parigi che sviluppa la sua resilienza attraverso un piano volto a sottrarre asfalto da parcheggi, piazze e spazi di risulta a favore di alberi, aiuole e orti urbani. Non da meno Milano che ha da poco avviato l'ambizioso Piano di Forestazione Urbana che prevede la piantumazione, entro il 2030, di tre milioni di alberi e arbusti nell'area metropolitana.

LINA GHOTMEH – ARCHITECTURE

Nata a Beirut nel 1980, è cresciuta in questa antica città cosmopolita segnata dalle cicatrici della guerra civile libanese. Dopo essersi laureata e aver ricevuto i premi AZAR e AREEN, Lina prosegue la sua formazione all'École Spéciale d'Architecture di Parigi dove assume un ruolo di insegnamento come professore associato tra il 2008 e il 2015. Nel 2005, mentre lavora a Londra e collabora con gli Ateliers Jean Nouvel e Foster & Partners, vince il concorso internazionale per la progettazione del Museo Nazionale Estone. Dopo questa vittoria, co-fonda la sua prima agenzia DGT Architects a Parigi e guida la realizzazione del progetto su larga scala del Museo Nazionale. Acclamato all'unanimità dalla stampa internazionale e vincitore di prestigiosi premi (Grand prix AFEX 2016; nominato per il Mies Van der Rohe Award 2017), il museo è diventato il simbolo di un'architettura d'avanguardia, che unisce pertinenza e sottigliezza. Tutte le proposte di Lina Ghotmeh testimoniano il suo approccio visionario e la sua svolta sensata nell'architettura - in particolare in progetti come: Réalimenter Masséna (vincitore del concorso "Réinventer Paris") o anche lo sviluppo di Stone Garden a Beirut. Brillante nella complessa semplicità del suo approccio, la pratica di Lina Ghotmeh rappresenta l'espressione più promettenti dell'architettura di domani. È stata insignita di numerosi premi, tra cui il premio AJAP nel 2008 e il premio DEJEAN dell'Accademia di architettura nel 2016.

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