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Fascismo: Durigon, 'non dimentico di essere figlio bonifica pontina' (2)

Di Redazione

"Tutto ciò -rivendica Durigon- ha fatto, dell'Agro Pontino, un vero e proprio caso di studio demografico e sociologico nazionale. Nella mia mal formulata proposta, io avevo a cuore solo l'idea di ricordare questa storia così intensa e così particolare, e ancora oggi così sentita nella zona di cui sto parlando (anche se mi rendo conto che essa è difficile da comprendere, e soprattutto da 'sentire', per un qualsiasi cittadino italiano che non sia di quella zona). E, soprattutto, non ho mai chiesto 'l'intitolazione del parco al fratello di Mussolini', come hanno riferito alcuni titoli di giornale, bensì semplicemente il ripristino del suo nome originario. Il nome 'Arnaldo Mussolini' venne infatti scelto dai coloni e per decenni è rimasto tale, nonostante il susseguirsi dei sindaci e delle giunte. E fa parte della memoria della città".

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"Dunque, io non ho mai inteso né accostare i nomi dei giudici Falcone e Borsellino a quello del fratello di Mussolini né -tantomeno- fare un assurdo confronto fra loro. Sostenere il contrario, come è stato fatto sulle mie parole, è una forzatura bella e buona".

"Perciò, al di là dei miei errori di comunicazione (nella forma), nella sostanza sono stato strumentalmente attaccato per aver proposto di salvare la memoria storica di cui sopra. Sono stato attaccato per il fatto di voler ricordare lo sforzo e l'impegno di così tanti italiani. A prescindere dal nome specifico di Arnaldo Mussolini, perché ciò che a me sta veramente a cuore, come nipote di 'coloni', è solo di ricordare -coclude Durigon- quella storia collettiva di impegno e sacrificio".

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