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Filosofi: addio a Gilbert Harman, autore importanti contributi filosofia linguaggio

Di Redazione

New York, 27 nov. - Il filosofo statunitense Gilbert Harman, autore di importanti contributi sulla filosofia del linguaggio, è morto all'età di 83 anni nella sua casa di Princeton, nel New Jersey, per le complicazioni del morbo di Alzheimer. Era professore emerito dell'Università di Princeton, dove ha insegnato per più di mezzo secolo e che ha annunciato la sua scomparsa. Harman ha dato contributi significativi anche all'epistemologia, alla filosofia della mente e alla scienza cognitiva. Tra i suoi allievi figurano Stephen Stich, R. Jay Wallace, James Dreier, Nicholas Sturgeon, Joshua Knobe e Richard Joyce.

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Le sue prime pubblicazioni sono stati studi di linguistica generativa sulla scia di Noam Chomsky, spostandosi molto rapidamente nel campo della filosofia del linguaggio e ha scritto una serie di articoli fondamentali su sintassi, semantica, teoria del significato e teoria della comprensione. A questo proposito, ha collaborato con Donald Davidson per curare "Semantics of Natural Language", una raccolta di articoli seminali nel campo che ha dato origine alla moderna filosofia del linguaggio.

Nello stesso periodo in cui si occupava di linguistica e di filosofia del linguaggio, Harman ha lavorava anche su questioni correlate al modo in cui pensiamo al mondo, compresi temi che attraversano i confini tra epistemologia, filosofia della psicologia e, più recentemente, scienza cognitiva. In epistemologia, è forse meglio conosciuto per aver articolato e difeso l'idea che il ragionamento induttivo può essere meglio inteso come inferenza alla migliore spiegazione. Il suo primo libro, "Thought" (1973), è diventato un autentico classico. La preoccupazione di come pensiamo al mondo si fa strada nell'ampio elenco di pubblicazioni di Harman, attraverso innumerevoli articoli e due libri successivi, "Change in View: Principles of Reasoning" e "Reasoning, Meaning, and Mind". Più recentemente, l'attenzione del filosofo si è rivolta verso i modi in cui potremmo avvicinarci a questi problemi attraverso le scienze cognitive.

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