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Giustizia: Borré, 'M5S e Conte spalle al muro, con no a fiducia fuori da governo'

Di Redazione

Roma, 25 lug. Il M5S "é spalle al muro, in un cul de sac. Se non votano la fiducia alla riforma Cartabia -sia che gli eletti si astengano sia che votino contro- si auto espellono dal Movimento o, in alternativa, si mettono fuori dal governo. Lo prevedono le loro regole, nello specifico il codice etico che è parte integrante dello statuto 5 Stelle in vigore. I grillini e il loro leader in pectore Giuseppe Conte sono all'angolo, ma a ben vedere ci si son messi da soli". A dirlo all'Adnkronos è Lorenzo Borré, il legale che ha guidato le cause degli espulsi contro il M5S, costringendo Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio e rivedere statuti e regole.

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Borrè, tra l'altro, sta portando avanti la battaglia legale di tre eletti nelle file del M5S - Emanuela Corda, Guia Termini e Arianna Spessotto - messi fuori dal Movimento proprio per il loro voto contrario al governo Draghi. "Lo stesso gruppo parlamentare del M5S, in sede di dibattimento davanti al consiglio giurisdizione della Camera - spiega l'avvocato - ha sostenuto che l'obbligo di votare la fiducia a Draghi è chiarissimo e non ammette altre interpretazioni, non essendo necessario che il premier sia iscritto al M5S ma essendo sufficiente che sia stato sostenuto in un governo di cui fa parte il Movimento. Dunque, in caso di astensione o voto contrario alla riforma del penale, o i 5 Stelle smentiscono la loro stessa difesa -messa nera su bianco nella memoria difensiva- oppure hanno due strade: auto espulsione o uscita dal governo. Le regole che si sono dati parlano chiaro, mettendoli spalle al muro".

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