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Open Arms: al via processo a Salvini, tra i testi Richard Gere e l'ex premier Conte/Adnkronos (2)

Di Redazione

Un'udienza iniziata poco prima delle 10 in un'aula bunker blindata, anzi blindatissima e vietata alle telecamere, su disposizione del Presidente del Tribunale. Mentre i giornalisti hanno potuto assistere nell'aula accanto, su uno schermo, a causa delle norme antiCovid. Il primo ad arrivare è il fondatore di Open Arms Oscar Camps, che si è costituito parte civile nel processo. "Il significato di essere oggi qui è per ottenere un segnale di giustizia", dice Camps. "Salvare persone non è un delitto, ma è un obbligo non solo dei capitani, ma per gli Stati tutti. Agevolare l'individuazione di un porto sicuro, indipendentemente dalla situazione amministrativa di un Stato e dagli accordi di uno Stato, non ha nulla a che vedere con la situazione politica. E' un atto umanitario", dice in spagnolo.

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Alle 10.30 inizia il processo. Il cancelliere chiama le parti, incluse tutte le parti civili, oltre venti. Nel frattempo, fuori dall'aula, inizia una manifestazione di protesta dei giovani di Our Voice con un flash mob con alcuni giovani che fingono di nuotare in alto mare. In quegli stessi istanti, Salvini, si fa un selfie in aula e scrive un tweet: "Qui aula di giustizia del carcere di Palermo - scrive - Il processo voluto dalla Sinistra e dai tifosi dell'immigrazione clandestina comincia: quanto costerà ai cittadini italiani?".

La Procura a inizio udienza ha chiesto subito l'interrogatorio dell'ex ministro Salvini. E poi una serie di atti che arrivano anche dal processo di Catania: i verbali di audizione dell'ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, del ministro dell'Interno Luciana Lamorgese, del ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Per l'accusa, in queste parole ci sarebbe già la prova che l'iniziativa di Salvini, nell'estate 2019, di bloccare la nave Open Arms al largo di Lampedusa con 147 migranti a bordo, configurerebbe il reato di sequestro di persona. Sono in tutto 59 i documenti che i pubblici ministeri chiedono di acquisire per sostenere l'accusa. Tra questi le e-mail di Open Arms con cui si chiedeva il "Pos", il porto sicuro, le risposte negative del Viminale, le lettere con cui Conte sollecitava Salvini a fare sbarcare i minori. Ma anche i certificati medici e psicologici che attestano le condizioni in cui 147 persone furono costrette a vivere a bordo della nave della ong spagnola, dal 15 al 20 agosto.

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