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Startup: insquared, holding che tutela i piccoli investitori

Di Redazione

Roma, 26 mag. (Labitalia) - "Abbiamo fondato insquared a fine 2018. L'obiettivo era investire in startup promettenti, ma offrendo agli investitori una marcia in più. In Italia, il singolo investitore crowd entra in una startup con un gettone medio di 2mila euro, ma non ha alcun potere decisionale nella vita dell'azienda. Di solito, assume un ruolo passivo rispetto alle decisioni del management della società e dei lead investor come i Business Angel che hanno supportato il progetto fin dal primo momento o nella fase di go-to-market. Per insquared dare voce al piccolo-medio investitore è un punto imprescindibile e grazie alla nostra struttura, possiamo farlo". A raccontarlo è Ronnie Laureana, ad di insquared Holding Srl, una holding di partecipazioni con un focus specifico sugli investimenti in startup ad alto contenuto tecnologico e innovativo. L'obiettivo di insquared è offrire la possibilità di investire in un portafoglio esclusivo che i soci da soli non riuscirebbero a costruire. Infatti, il 40% delle partecipate di insquared ha raccolto capitali in round riservati ai soli Business Angel, chiudendo con successo almeno una raccolta successiva all'ingresso della società. Nei primi 3 anni di attività la società ha lavorato insieme a suoi partner per validare il processo di acquisizione, valutando le opportunità proposte da acceleratori, incubatori e società di consulenza. "Ad oggi, abbiamo già investito in 15 aziende, costruendo un portafoglio molto orizzontale nei settori del Proptech, Foodtech, Fintech, Martech, Ai e Farmatech. Fra i nomi nel nostro portafoglio ci sono: Trusters, Startup Wise Guys, SempliFarma, GoVolt, QodeUP e altre", dice. L'attività di scouting è la base del lavoro di insquared. In questa attività è coinvolto tutto il team, sempre a 'caccia' di startup promettenti. Una volta individuati, i progetti più interessanti vengono presentati al Comitato d'investimento che ogni settimana ne analizza i business plan per selezionare i migliori in base al mercato di riferimento, possibilità di crescita, business model e background del team. "Facciamo tutto in piena trasparenza. Tramite una votazione democratica, ogni socio esprime il proprio gradimento per un possibile investimento. A quel punto, il Cda, a seguito di ulteriori approfondimenti, decide se confermare o meno il voto", spiega Laureana. Il modello di investimento di insquared è suddiviso in 2 fasi: la prima, quantitativa, sarà portata avanti fino alla fine del 2023, anno di completamento della costruzione del portafoglio di 25 startup; nella seconda, qualitativa, dal 2024, con un successivo aumento di capitale, la strategia sarà quella di rilanciare l'investimento solo sulle aziende più promettenti che abbiano dimostrato una capacità di crescita e di relazioni. Il 2021 è stato un anno da record per gli investimenti in startup. In Europa sono stati investiti oltre 100 miliardi, quadruplicando il volume rispetto all'anno precedente. "In Italia sono stati investiti oltre un miliardo e 200 milioni e questo fa capire che c'è un grandissimo margine di crescita", dice. In questi tre anni, insquared ha dimostrato di saper selezionare in maniera impeccabile i propri investimenti generando un tasso di crescita che supera il 66% e con un tasso di fallimento del 6% contro una media nazionale del 50%. Sono questi i motivi che hanno spinto la giovane holding ad aprire il proprio capitale per permettere l'ingresso di nuovi soci attraverso la campagna di equity crowdfunding appena partita sulla piattaforma BackToWork24 e in overfunding dopo poche ore. Investire in insquared vuol dire entrare in un network professionale, in un gruppo democratico dove ogni singolo può contribuire alla crescita del veicolo. Anche Paolo Angelucci, noto investitore e già socio di insquared con il suo family office Afp Capital, ha partecipato alla campagna di crowdfunding raddoppiando il proprio investimento iniziale. "Abbiamo già messo in programma alcuni probabili scenari di exit per i nostri soci che possono essere, la conversione in Spa, in società di investimento o una quotazione in Borsa", conclude Laureana.

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