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«La mostra spargerà per la città il virus della cultura»

La prof. Nigro: «Pronti ad abbracciare Sant’Agata d’estate grazie anche alla collezione di 300 abiti ispirati alla Patrona

Di Sonia Distefano

Catania è pronta ad abbracciare Sant’Agata d’estate, in occasione dei festeggiamenti che ricordano il rientro delle sacre reliquie nella città etnea. L’abbraccio alla Patrona potrà avvenire nonostante il Covid grazie alla bellezza della ricerca, dello studio, dell’arte con la mostra “Contamin/Azione”, finanziata dall’Accademia di Belle Arti di Catania, che spargerà per tutta la città, anche con il contributo del prof. di Graphic Design, Gianni Latino, il contagioso “virus” della Cultura, attraverso la collocazione di 300 abiti sartoriali ispirati a Sant’Agata. Le creazioni sono realizzate dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Catania, diretta dal prof. Vincenzo Tromba e presieduta dalla prof.ssa Lina Scalisi.

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Gli abiti rimarranno in mostra nelle vetrine e location della città dal 10 al 18 agosto. Anima e motore dell’iniziativa è la prof.ssa Liliana Nigro, docente di Storia del Costume per lo Spettacolo, che con le 5 cattedre e l’esperienza ventennale nell’Accademia catanese, non si è lasciata demoralizzare dalle dovute prescrizioni per arginare i contagi da Covid, ma consapevole della capacità dell’arte di volare più in alto, ha voluto mandare un messaggio di sostegno al mondo della cultura e dello spettacolo, rimasto fermo per troppo tempo; alla categoria dei commercianti e ristoratori, altro settore che ha subìto un forte rallentamento; alle istituzioni, perché insieme e con la cultura è possibile guidare la cittadinanza e i settori dell’economia verso l’auspicata ripresa.

«Io non mi sono rassegnata – ha spiegato la prof.ssa Liliana Nigro – i ragazzi di quest’anno hanno lavorato in Dad. Ho insegnato come si realizza un abito davanti allo schermo di un computer. Ma sento il dovere di guidare i miei studenti e alimentare la speranza. Non potevo deludere le loro attese. Per allestire la mostra a febbraio, giunta alla sua 19^ edizione, ho studiato i Dpcm per capire cosa si potesse realmente proporre e concretamente organizzare e così siamo arrivati al centro commerciale. L’esperienza positiva di febbraio, che ha registrato in 14 giorni oltre 20mila visitatori, mi ha motivato per pensare a cosa si potesse fare d’estate».

La docente di Storia del Costume per lo Spettacolo ha così ideato “Contamin/Azione” un percorso che non lasciasse indietro nessuno e che racchiudesse in sé più significati. «“Contamin/Azione” – spiega - prende avvio martedì, il giorno che la Chiesa celebra S. Lorenzo, e la sera di S. Lorenzo tutti alziamo lo sguardo al cielo per esprimere un desiderio. Si concluderà il 18, riuscendo così il 17, la giornata che Catania dedica a S. Agata, ad omaggiare la nostra patrona con 300 abiti collocati in 60 location».

Un significato particolare assumono anche i luoghi che ospiteranno i prestigiosi abiti, concepiti come vere e proprie opere d’arte con maestria, studio, accurata ricerca dei materiali, anche riciclati, dalle stoffe ai tessuti, alle trine, ai lustrini e alle pietre preziose. Nel progetto curato dalla prof.ssa Nigro nulla è lasciato al caso.

«Tutto il percorso – dice Liliana Nigro - è accomunato da un’unica cellula madre: l’Arte. Perché la Cultura può e deve abbracciare tutti». “Contamin/Azione” permetterà di ammirare i prestigiosi abiti dedicati ad Agata nei luoghi istituzionali, quelli più rappresentativi della città, nei “templi” della cultura catanese, nelle grandi attività commerciali, nelle piccole botteghe dei mestieri cittadini, nelle vie di accesso alla città, simbolo di scambio culturale quindi di contaminazione.

«L’Arte non è più un fatto elitario – afferma Liliana Nigro - per questo i primi posti che ho individuato sono i luoghi delle istituzioni e i luoghi della Cultura. “Contamin/Azione” sarà presente al Comune, perché è la casa di tutti i cittadini, e ci rappresenta tutti; sarà presente alla biblioteca Ursino Recupero, dove sono stata accolta dalla direttrice Rita Angela Carbonaro, che ha messo a disposizione la sala Vaccarini, scrigno della cultura che accoglie uno degli abiti più prestigiosi di “Contamin/Azione” realizzato da un ex allievo dell’Accademia. Ma ai luoghi istituzionali ho accostato anche una lavanderia. Ho osservato via San Michele che conduce a piazza Manganelli – spiega la docente - è una strada che ha un suo fascino, ricca di botteghe, di artigiani, di mestieri, di cittadini che ogni giorno con il loro lavoro, lontano dai riflettori, contribuiscono alla crescita della città. È una via che può essere la nostra Brera, la nostra via degli artisti. Tra le vie di Catania ho conosciuto la titolare di un’attività, una donna che ha lottato contro il tumore alla mammella, che con molta devozione ha accolto l’abito nel suo luogo di lavoro, quale portatore della presenza di Agata».

Contamin/Azione abbraccerà i grandi magazzini di via Etnea come Coin e la Rinascente. Sarà presente all’aeroporto di Catania Fontanarossa; ma non dimentica, nel tempo della pandemia, i luoghi in cui quotidianamente medici e infermieri combattono accanto ai pazienti contro il Covid o altre patologie, quindi sarà presente all’ospedale San Marco. “Contamin/Azione” ci sarà anche nella storica legatoria Prampolini come da Cavallotto, e nelle sale di Confcommercio, luogo simbolo del rilancio dell’economia della città.

«Ho voluto “infestare” Catania – afferma con forza e tenacia la prof.ssa Nigro – per dire che il mondo della Cultura non può fermarsi, non può rimanere in silenzio. Il presidente di Confcommercio ha sposato appieno il mio progetto sostenendolo con un contributo importante, credendo nel valore sociale e culturale dell’iniziativa e la sua importanza dal punto di vista della formazione culturale degli studenti. Lo studio per i miei studenti non deve essere percepito, anche attraverso la Dad, come una cattedrale nel deserto, ma come la strada maestra, faticosa, a volte, ma illuminata dalla sapienza, a cui tutti possono attingere, aggrapparsi, per trovare la via della propria realizzazione. Io ho il dovere di dare questo messaggio ai miei studenti. E quelli più bravi, quelli più promettenti, quelli che si sono impegnati al massimo delle loro possibilità li ho impiegati tutti»

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