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Vaccino Covid, Adele dalla trincea al V-Day: “Fatelo per chi non c’è più”

Di Redazione |

“Ora – spiega all’Adnkronos Salute pensando anche ai colleghi – lavoreremo non più con la stessa angoscia di prima. Continuando a usare tutti i Dpi (i dispositivi di protezione individuale), ma coscienti di avere una protezione in più”. Il vaccino è stato somministrato “in contemporanea a me e ad altre 6 persone. Tutti insieme. Non ho sentito niente, l’infermiera che mi ha fatto la puntura è stata bravissima, con una mano leggera. Questo per dire che è una semplice vaccinazione. Mi sento di rassicurare tutti. Ora io sono pronta per andare stasera al lavoro. Sono di turno di notte e ritroverò i miei infermieri e medici. Lavorerò con il sorriso perché questa è una giornata felice”.

Gelfo dice di essersi sentita onorata dal fatto di essere stata fra i primi vaccinati. “Sono timida – dice – ma per una buona causa si fa questo e altro. Spero che il vaccino salvi tanta gente”, ribadisce. Il pensiero di Adele è va di nuovo ai “tanti che non ci sono più. Ecco – dice – vederli morire in solitudine, senza una carezza dei propri cari, è la cosa che mi ha fatto più male, che mi ha toccato di più”. “Ho detto sì al vaccino perché ci credo e spero che facciamo tutti la stessa cosa, per vedere insieme la luce in fondo al tunnel. E’ stata veramente pesante un po’ per tutti. Per i pazienti, per i familiari, per noi”.

Adele ha un marito e due figlie, una di 10 anni e mezzo e una di 12. “Quando ho saputo che mi sarei potuta vaccinare l’ho comunicato a mio marito e lui mi ha detto: ‘Va bene, fai bene a farlo, sei lì’. Le bimbe sulle prime si sono un po’ preoccupate – racconta – mi chiedevano: ‘E se dopo non stai bene?’. Ma hanno capito benissimo. Io sono ‘pro-vax’ convinta, le mie figlie le ho vaccinate per tutto. Certo che è normale avere titubanze di fronte a qualcosa di così nuovo” come il vaccino anti Covid. “Io mi fido. Se il vaccino è stato approvato c’è un motivo e funziona. E anche i miei colleghi sono d’accordo sul dover fare la vaccinazione. Secondo me l’adesione dei sanitari sarà alta e mi auguro che anche la popolazione la pensi così”.

“Il vaccino – conclude – aiuterà tanto contro questa bruttissima pandemia. Mi auguro veramente di vederci un giorno non troppo lontano senza mascherina. Il mio sogno è un abbraccio, a viso scoperto”, dice Adele, che porta nel cuore i segni “brutti, ma alcuni anche belli” di questa emergenza: “Mi è piaciuto che siamo stati uniti nel nostro gruppo di infermieri, Oss, anestesisti e rianimatori. La cosa peggiore? Sapere che una persona che fino al giorno prima dal casco Cpap ti saluta, ti dice ‘grazie’ e ‘come sei gentile’, non ce l’ha fatta. Perché non te l’aspetti, ma poi qualcosa non va come dovrebbe andare. E ti lascia un dolore al cuore che non si cancellerà mai. La cosa più bella invece: veder andare via i pazienti, con il sorriso mentre lasciano il reparto. E grazie a Dio ne abbiamo visti, ne vedremo ancora”.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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