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Dalla patria della zootecnica siciliana un grido contro cibi sintetici e farine d’insetti: «Ecco perché fare la spesa oggi è un atto politico»

Gli interessanti interventi degli esperti al convegno di Modica sulla qualità e sicurezza alimentare

Di Redazione |

Si solleva dal Ragusano, patria della zootecnica siciliana con i tanti allevamenti sparsi in tutta la provincia iblea, il grido contro la sofisticazione dei cibi e favore della genuinità, ha detto il vicepresidente del Senato ed ex ministro dell’Agricoltura, Gian Marco Centinaio, intervenendo a Modica (Ragusa) a un convegno sulla qualità e sicurezza alimentare, organizzato dalla Leocata Mangimi e Avimecc, facendo capire quanto sono importanti oggi le nostre scelte anche al supermercato.

I lavori, aperti dal commissario straordinario dell’Asp di Ragusa, Fabrizio Russo e dal colonnello del comando dei carabinieri Tutela agroalimentare Giuseppe D’Aveni, hanno registrato gli interventi, in collegamento, del parlamentare europeo Paolo De Castro, da Bruxelles, e le conclusioni del professor Giorgio Calabrese.

E da Modica, importante centro zootecnico dove la razza bovina modicana è diventato anche un Presidio Slow Food, Centinaio rinnova la crociata contro i cibi creati in laboratorio: «Altro che carne sintetica. Siamo oggi noi italiani i veri opinion leader dell’agroalimentare – ha affermato Centinaio -. Onu e Europa aprono il dibattito per sfamare il pianeta creando carne sintetica? La dieta mediterranea per il settimo anno consecutivo è la migliore al mondo. Uno dei più importanti fautori e profeti del “sintetico” è il secondo finanziatore dell’Oms, Bill Gates. Fare la spesa quotidianamente è un atto politico. Bisogna decidere da che parte stare».

Il ddl

Lo scorso 16 novembre il discusso ddl contro la carne coltivata in Italia è diventato legge. Eppure il ddl ha subito anche critiche con animalitisti e Più Europa, che hanno parlato invece di «divieto anti-scientifico, anti-europeo e anti-italiano». Ma in realtà sono finora soltanto tre i Paesi che hanno dato via libera al consumo dei cibi coltivati. Il primo sì è arrivato nel 2020 da Singapore, dove un ristorante e una macelleria vendono pollo coltivato; negli Stati Uniti è arrivato nel 2022 il via libera della Food and Drug Administration al consumo di crocchette di pollo coltivate, vendute attualmente a San Francisco e a Washington; consumare carne coltivata è possibile anche in Israele e nei Paesi Bassi. Sono inoltre 180 le startup che nel mondo sono impegnate della ricerca sui cibi coltivati e, di queste, soltanto una è attiva in Italia.

Tutto l’opposto comunque rispetto al lavoro che si fa da queste parti con la razza modicana, allevata per la sua triplice attitudine (lavoro, latte e carne), ma soprattutto per la sua frugalità e la sua rusticità, che le consentono di adattarsi facilmente alle difficili condizioni climatiche delle aree interne montane o collinari.

No ai prodotti chimici

Sulla sostenibilità e sull’ambiente hanno puntato anche gli interventi di Paolo De Castro e Giorgio Calabrese. De Castro ha rivendicato alcuni risultati raggiunti in Europa: «Gli impegni per l’ambiente, la transizione ecologica ci impongono di guardare al futuro con ottimismo. Ci vuole innovazione, ridurre l’intervento chimico in agricoltura è possibile, ma a patto che si combattano le malattie con la lotta genetica, non con l’immissione di prodotti chimici nei terreni».

Insetti e proteine

Per Calabrese, presidente del Comitato nazionale sulla sicurezza alimentare, «a differenza delle carni e dei pesci che già conosciamo, gli insetti hanno delle proteine allergizzanti, tipiche del mondo orientale, che noi non abbiamo. Il rischio è far nascere anche altre malattie. Senza contare che se vogliamo allevarli a scopo nutrizionale dobbiamo garantire la loro non alterazione microbica e per farlo servono antibiotici. Non possiamo essere noi le cavie».

Luca Sammartino, assessore alle Politiche agricole della Regione siciliana, ha difeso la «filiera identitaria della produzione italiana, con standard di qualità unici, accompagnando i produttori in questa direzione. A breve sarà pubblicato un nuovo bando di 84 milioni di euro».COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA