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Catania

Covid, a Catania dal municipio al Policlinico si spinge l'acceleratore sui vaccini

Record al “Rodolico” con quasi 1.200 inoculazioni (946 terze dosi), 158 punture al Municipio

Di Maria Elena Quaiotti 

Che sia l’effetto del “super green pass” o meno, l’importante è che stia funzionando: ieri, primo giorno di (ri)apertura all’hub vaccini a Palazzo degli Elefanti, che garantirà il servizio tutti i giorni fino all’8 dicembre dalle 9 alle 18, sono state 158 le dosi somministrate, 14 prime e 129 terze dosi. “Record” anche al centro vaccini del Gaspare Rodolico (Policlinico, edificio 9), dove alle 18 (il sabato chiude alle 18,30, chiuso la domenica mentre in settimana è aperto dalle 8,30 alle 13) sono stati registrati 1.167 vaccini inoculati, 115 prime e 946 terze dosi, di cui 454 a nati tra il 1961 e il 1981. 

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Ieri alle 18,30 all’hub di via Forcile sono invece state oltre 700 le dosi iniettate, circa 230 prime e quasi 500 terze. Ma è il “caso Misterbianco”, sotto il 70% di vaccinati con almeno una dose nonostante ci sia anche un hub, che martedì sarà al centro di un incontro con il commissario Covid Pino Liberti, il sindaco Marco Corsaro e le associazioni di volontariato «per studiare soluzioni - ha precisato il commissario - le stiamo cercando dappertutto, ammesso che ce ne siano…», mentre l’hub di Sant’Agata li Battiati proprio ieri ha prolungato l’orario di apertura per far fronte ai tanti accessi. Intanto ieri sera la provincia etnea con più 215 nuovi contagi nelle 24 ore si è riconfermata prima nell’isola, seguita da Messina a più 174.

Ieri mattina, a poco più di due ore dall’apertura, all’hub in Comune erano già 50 le persone in coda, sotto l’attenta supervisione del commissario Liberti, che non esita a fare anamnesi e vaccinare, e con il sindaco Salvo Pogliese informato ora per ora dell’andamento dei flussi. Sono tante le casistiche di chi si accosta alla terza dose, una diversa dall’altra, ma scrupolosamente seguite dal giovane personale, casi come quelli di Raffaele Zappalà, 51 anni, ad esempio non sono rari, «io ho avuto il Covid – spiega – poi a marzo sono stato vaccinato come sanitario perché facevo attività di volontariato all’hub di via Forcile. Quindi, ora che è possibile, sono qui per la dose booster, mi sono organizzato con mia moglie, per “sostenerci” in caso di effetti collaterali, prima l’ha fatto lei e ora io». 

Ha avuto conseguenze dal Covid? «Sì, ancora oggi capita lo stato di affanno, a volte stato confusionale e qualche extrasistola, ma ormai la gestisco. Mi sono ben informato sui centri che curano il “long Covid”, ne ho individuato uno al Policlinico e lì mi rivolgerò, senza aspettare oltre». 

Tanti gli “accompagnatori”, che però devono restare rigorosamente fuori, come Sergio Platania, capitano di vascello, che osserva attentamente la moglie mentre compila la documentazione, «la parte più lunga in realtà, poi appena entri ci vuole pochissimo. Io la terza dose la farò appena prima di Natale».

Ed è al centro vaccini del Policlinico-Gaspare Rodolico, struttura organizzatissima e che dall’inizio della campagna ha somministrato ben 150 mila dosi posizionandosi tra le prime tra quelle siciliane per vaccini erogati, che ieri mattina l’attività ferveva, verso le 11,30 erano già 460 tra vaccinati e in attesa. Il giovane “team”, tra infermieri, medici, informatici, anestesisti, operatori socio sanitari e personale amministrativo è guidato da Ignazio Del Monte, 41 anni, responsabile campagna vaccinazione del Policlinico e controllo gestione e sistemi informativi, e le idee ben chiare in testa. Allestito negli spazi dell’ex Pediatria, «grazie alla lungimiranza e alla disponibilità della direzione generale - precisa - siamo riusciti a impiantare una struttura efficiente in ogni singolo pezzo di percorso, per coprire il più velocemente possibile la popolazione vaccinabile, nel pieno rispetto e a servizio di chiunque ne varchi la soglia, sia che sia prenotato, e oggi sono già 600, sia in “open”. Noi cerchiamo di accogliere e chiarire sempre, dove ci sono dubbi di qualunque tipo, i miei ragazzi si sono guadagnati la stima e il rispetto di ogni persona che torna, hanno condiviso il modello e l’accoglienza della migliore sanità siciliana». 

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