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Covid-19

Covid, feste a rischio per il turismo: in Italia 6 camere su 10 restano vuote

È quanto emerge dall’indagine del Centro studi turistici di Firenze, per conto di Assoturismo Confesercenti, su un campione di 1.332 imprenditori

Di Redazione

L’incertezza frena il turismo delle feste e lascia vuote 6 camere su 10. Le criticità emerse nell’ultimo periodo, a partire dalla ripresa dei contagi, si fanno sentire sull’industria turistica italiana. E se per ora il fenomeno delle cancellazioni appare circoscritto, gli operatori segnalano un forte rallentamento delle nuove richieste di servizi, soprattutto dall’estero, tanto che, finora, nel periodo delle festività le strutture ricettive dovrebbero registrare un tasso di occupazione medio delle camere pari solo al 40%.

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È quanto emerge dall’indagine del Centro studi turistici di Firenze, per conto di Assoturismo Confesercenti, su un campione di 1.332 imprenditori. Per le imprese del turismo le festività natalizie 2021/2022 saranno meno drammatiche delle precedenti, condizionate da restrizioni e lockdown di Capodanno, ma comunque deludenti rispetto alle attese iniziali. Nelle strutture ricettive italiane, secondo le stime, i pernottamenti saranno circa 14,6 milioni, contro i quasi 17 milioni che si registravano prima della pandemia.  A fare la parte del leone è ancora la domanda interna (85%), mentre le presenze degli stranieri rimangono al palo, con un totale di circa 2,2 milioni di pernottamenti, concentrati soprattutto nelle città d’arte e in montagna. Il flusso nei giorni del Natale sarà il 25% di quello dell’intero periodo; tra Capodanno e l’Epifania si registrerà il rimanente 75%. 

Un trend sostanzialmente analogo è previsto per le strutture alberghiere ed extralberghiere, per le quali si stima un tasso di occupazione camere rispettivamente del 40,6% e del 39,4%. Gli andamenti, però, sono fortemente differenziati per tipologia di destinazione e area geografica. Va meglio in montagna dove i tassi di occupazione dovrebbero attestarsi al 60%, circa 20 punti sopra la media nazionale. Anche per le città d’arte e per le aree termali i tassi di occupazione dovrebbero registrare valori al di sopra della media italiana, rispettivamente il 49,6% e il 46%. Relativamente bene i laghi, con una saturazione delle camere disponibili stimata al 40,6%.  L’occupazione media delle strutture del Nord-ovest è stimata al 42,9%, mentre per il Nord-est si fermerebbe al 39,8%. Un certo dinamismo del mercato è atteso anche per le strutture del Centro, per le quali si stima una saturazione media del 41,7%, a differenza delle strutture del Sud-Isole che invece soffrono di più e resterebbero al 30,1% di camere occupate. 

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