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Covid-19

Covid, in Sicilia ci sono ancora oltre 200.000 “attualmente positivi”. L'infettivologo spiega perché

Sebbene in tutte le regioni d'Italia il dato sia sceso drasticamente, l'Isola detiene il primato di contagiati. Il dott. Iacobello prova a capire i motivi e avverte: «Guerra e virus, mix pericoloso»

Di  Francesco Bianco

«La Sicilia dal punto di vista dei "numeri Covid" partiva da una posizione più alta, per così dire, e dunque il declino che registriamo non può essere equiparato a quello di altre regioni come ad esempio il Piemonte, simile alla Sicilia, come superficie e numero di abitanti». Lo afferma l'infettivologo catanese Carmelo Iacobello, primario all'ospedale Cannizzaro, in merito alle  statistiche siciliane che vedono l'Isola primeggiare da diversi giorni sia nel bollettino giornaliero dei contagi, sia nel numero di attualmente positivi in circolazione.

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Giusto per farsi un'idea, al momento in Sicilia ci sono secondo i dati ufficiali del minsero della Salute 223.336 attualmente positivi al Covid e siamo la prima regione italiana. Al secondo posto c'è la Campania con 122.828 attualmente positivi. Ben 100.000 in meno. E il Piemonte citato da Iacobello ha "solo" 42.151 attualmente posiviti.

«Siamo partiti in Sicilia - ha spiegato Iacobello - da livelli più alti ed oggi paghiamo questo scotto. Sul numero dei contagi, poi, in Sicilia registriamo un cambio tra Catania e Palermo, con il capoluogo adesso al "primo posto"», dopo che per mesi la provincia etnea è stata l'epicento della pandemia nell'Isola.

 

 

«Io non sono sicuro - sottolinea Iacobello - che siamo al tramonto della pandemia. Oggi stiamo vedendo una diffusa diminuzione dei casi e soprattutto dei ricoveri in Italia».

«Non so - afferma infine l'infettivologo all’AdnKronos - cosa succederà in futuro. Non c'è dubbio che le epidemie e la guerra sono un mix molto pericoloso. C'è e ci sarà una migrazione di profughi dall’Ucraina che ha un tasso di vaccinazione del 20% e ciò significa che questa massa di persone che scendono anche verso l’Italia potrebbe rappresentare una nuova reviviscenza del virus con conseguente incremento dei casi». 
 

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