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Covid-19

Covid, pronto soccorso ancora sotto pressione: a Palermo indici di sovraffollamento fino al 315%

Caccia a posti letto alternativi per allentare la pressione sulle aree di emergenza. 

Di Redazione

Ancora pressione sugli ospedali e sui pronto soccorso delle grandi città siciliane. A Palermo questa mattina al Cervello sono arrivati 63 pazienti con un indice di sovraffollamento del 315%. Non va meglio a Villa Sofia: 69 pazienti e un indice al 230%. All’ospedale Civico la situazione è meno grave: 51 arrivi e un sovraffollamento del 159%; 24 al Policlicico (112%). La situazione è pressoché uguale ai giorni scorsi. 

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Pesano, come ha raccontato il direttore del pronto soccorso del Cervello, Tiziana Maniscalchi, i tanti anziani ancora non vaccinati e la difficoltà di dimettere quelli che vivono da soli e non hanno nessuno che li possa assistere. Il turnover nei reparti, così, è più complicato.

Per questo servono altri posti per accogliere i pazienti positivi. In queste ore si stanno svolgendo alcuni incontri per cercare di trovare soluzioni per allentare la pressione sulle aree di emergenza. 

L’Asp di Palermo ha intanto deciso di riattivare le strutture in convenzione a bassa intensità di cura destinate ai pazienti Covid positivi, paucisintomatici, bisognosi di un’assistenza che non possono ricevere al proprio domicilio. Alla Rsa Covid aziendale di Piana degli Albanesi dotata di 65 posti letto, scrive in una nota l’azienda, si sono aggiunti: la scorsa settimana il domicilio protetto «Stella Maris» di Sferracavallo, con 20 posti letto, e ieri il domicilio protetto "Villa delle Rose» di Borgetto, anch’esso con 20 posti letto. Rimane sempre attivo il Covid Hotel San Paolo dotato di 150 posti letto. 
 

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