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Covid-19

Il Covid e le feste di piazza per gli azzurri, i virologi: «Pagheremo un caro prezzo»

È inevitabile che una risalita dei contagi ci sarà», ha avvertito il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri

Di Redazione

Gli Azzurri di Mancini alzano la coppa degli Europei a Wembley e gli italiani inondano le strade «da Trieste in giù» per festeggiare l’ultima delle «notti magiche» di questa estate 2021. Ma gli assembramenti - senza mascherine - registrati in tutto il Paese fanno salire la preoccupazione per il Covid: «È inevitabile che una risalita dei contagi ci sarà», ha avvertito il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri.

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 Il lungo lockdown ha alimentato la voglia di festa dei connazionali, esplosa dopo prima di mezzanotte con il rigore parato da Donnarumma. Centinaia di migliaia di tifosi si sono uniti in caroselli per una lunga di notte di esultanza che, in alcuni casi è finita in tragedia come a Caltagirone. E a Roma la festa è proseguita anche ieri con il bagno di folla la Nazionale. Il bus che trasportava i calciatori si è fatto largo a fatica tra Quirinale e Palazzo Chigi con la gente assiepata a scattare foto ed osannare i campioni d’Europa. 

«Io temo che purtroppo si pagherà un prezzo» per le manifestazioni dei tifosi - ha detto il virologo dell’università Statale di Milano Fabrizio Pregliasco -,  ci auguriamo possa essere un prezzo limitato a un possibile rialzo dei contagi» Covid, e non dei ricoveri e dei morti. 

Anche per Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) e primario di Infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma, «è chiaro che qualcosa la pagheremo inevitabilmente in termini di contagi con qualche focolaio». «Ogni volta che ci sono assembramenti e una condizione non controllata qualcosa emerge - spiega - In questo momento in Italia non c'è una grande circolazione e speriamo che eventi e cluster legati alle feste degli Europei siano modesti». 

Dopo oltre un anno di pandemia con lockdown e restrizioni, la finale di Euro2020 è stato un evento di festa liberatoria per decine di migliaia di tifosi italiani e inglesi. Ma per l'Organizzazione mondiale della Sanità c'è poco da festeggiare, a «guardare il contagio» diffondersi in diretta televisiva. Perché la pericolosa variante Delta non si ferma per una partita di calcio, e «si approfitterà di persone non vaccinate, in ambienti affollati, senza mascherine, che urlano, gridano e cantano». Una situazione «devastante», ha tuonato in un tweet Maria van Kerkhove, responsabile tecnico dell’Oms per la crisi Covid-19 che ieri si è chiesta: «Dovrei divertirmi a guardare il contagio avvenire davanti ai miei occhi?». 

Nel mirino dell’Oms ci sono le immagini delle folle assembrate a Londra, ma anche in Italia e in altri Paesi europei per i festeggiamenti e gli eventi legati a Euro2020. E’ troppo presto per i numeri definitivi ma dall’inizio del campionato europeo di calcio all’8 luglio scorso ci sono stati 2.535 casi di Covid direttamente riconducibili alla partecipazione alle partite, secondo i dati provvisori del monitoraggio condotto dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), per il quale entro agosto la Delta rappresenterà il 90% di tutte le varianti del coronavirus circolanti in Europa. 

 E l’allarme sui contagi per la variante è confermato dai numeri in crescita in diverse parti d’Europa, a cominciare proprio dal Regno Unito, che da settimane ormai vive un incremento delle infezioni, ieri oltre 34 mila. Boris Johnson ha confermato «il giorno della libertà» per il 19 luglio, data della revoca delle restrizioni più significative lasciate in eredità dal lockdown. Ma il premier britannico ha anche rinnovato l’appello alla «responsabilità» per non rovinare «i progressi fatti»: l’uso della mascherina continuerà a essere raccomandato al giudizio individuale o a quello dei titolari di attività commerciali, nei trasporti pubblici e nei luoghi affollati indoor. 

Ma non è solo il Regno Unito a fare i conti con la Delta, e molti Paesi corrono ai ripari per evitare il peggio. La Grecia ha deciso di imporre le vaccinazioni al personale sanitario e alle case di cura e da venerdì fino alla fine di agosto solo le persone vaccinate potranno entrare in luoghi chiusi come centri di intrattenimento, bar, cinema e teatri. La Francia si prepara a imporre nuove contromisure di fronte all’avanzata della variante, che ormai rappresenta circa il 50% dei contagi. Tra le opzioni, anche Parigi valuta la vaccinazione obbligatoria del personale sanitario, «un’ipotesi molto probabile e legittima» secondo l’Eliseo. In Spagna è allarme da giorni, con la Catalogna che chiude le attività alle 00.30 e limita gli incontri a dieci persone, mentre la Comunità Valenciana ha reintrodotto il coprifuoco dall’una alle sei per 32 comuni - Valencia compresa - insieme al limite massimo di 10 persone per le riunioni sociali e familiari. 

In Olanda la ripresa delle infezioni ha spinto il premier Mark Rutte a scusarsi con i suoi cittadini per la decisione di autorizzare la riapertura per molte attività, rivelatasi intempestiva: «Quello che pensavamo fosse possibile in realtà non lo era», ha detto il leader dei Paesi Bassi, dove dopo sole due settimane, nightclub e discoteche sono state costrette a chiudere di nuovo, mentre sono state reintrodotte misure anche per le manifestazioni come festival musicali o altri eventi tipici della stagione estiva.

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