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Anonymous “buca” mail dell’Ordine degli avvocati: anche a Caltagirone

Di Domenico Palesse |

 ROMA – Nomi, cognomi, contenuti delle mail, indirizzi, numeri di telefono e password. Una mole enorme di dati sensibili alla mercé del web quella pubblicata sulla rete da Anonymous, che ha «bucato» le Pec (la posta elettronica certificata) di oltre 30 mila avvocati, tra cui quella della sindaca di Roma, Virginia Raggi. «Gravissima violazione della privacy nei miei confronti e dei miei colleghi dell’ordine degli avvocati di Roma», il commento della prima cittadina. «Con questa operazione – spiega il collettivo di hacker – vogliamo ricordare i vecchi amici Aken e Otherwise arrestati nel maggio 2015. Non avete capito che Anonymous non ha leader? Arrestati 2 altri 100 ne nascono». I due attivisti finirono in manette per aver violato, tra gli altri, anche siti istituzionali come quello del Ministero della Difesa e delle Forze Armate.

Il blitz nei sistemi informatici di alcuni Ordini degli avvocati d’Italia era stato annunciato dall’organizzazione proprio lunedì, primo giorno di una «lunga settimana» di rivelazioni, come scrivevano gli hacker su Twitter. Nello stesso giorno erano state annunciate le violazioni degli elenchi dell’Ordine degli Avvocati di Caltagirone, in Sicilia, e di Matera, in Basilicata. Questa mattina, invece, è arrivata la pubblicazione dei dati di 232 avvocati dell’Ordine di Piacenza, antipasto del blitz effettuato sulle mail dei colleghi di Roma.

Tra loro anche la Pec del primo cittadino della Capitale, Virginia Raggi. Anonymous ha pubblicato alcuni screenshot delle presunte mail, tra le quali quelle inviate proprio dall’Ordine degli avvocati riguardo alcune quote di iscrizione degli ultimi anni. «Raggi, paga le tasse!», il messaggio lanciato alla sindaca via Twitter. Sulla vicenda è al lavoro il Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche (Cnaipic) della polizia Postale. Al momento, però, non è stato ancora aperto formalmente un fascicolo alla procura di Roma, in attesa dei dati della Postale che consentiranno di proseguire le indagini.

«L’attacco informatico subito dall’Ordine degli Avvocati di Roma rappresenta una gravissima violazione non solo della privacy degli iscritti e dell’integrità dell’istituzione forense, ma anche una violazione penalmente rilevante di un diritto costituzionalmente garantito, quale quello dell’inviolabilità della corrispondenza», spiega il presidente Antonino Galletti che annuncia azioni legali contro i responsabili.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA