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«Confermate i 30 anni di carcere per l’assassino di Giordana Di Stefano»

Di Orazio Provini |

Il sostituto procuratore generale Sabrina Gambino, ha chiesto la conferma della condanna di primo grado (trent’anni) per Luca Priolo, condannato lo scorso novembre per avere ucciso con oltre quaranta coltellate l’ex compagna, Giordana Di Stefano, 20 anni, dalla quale aveva avuto una figlia.

La richiesta è stata avanzata al termine della requisitoria del processo d’appello che si è aperto ieri, dopo un precedente rinvio, davanti ai giudici della terza sezione d’Assise, presidente Messina, a latere Lattanzi. Ad aprire l’udienza la relazione del giudice. L’imputato (difeso dall’avvocato Dario Riccioli) non era presente in aula.

Un delitto efferato e violento, avvenuto il 6 ottobre del 2015, con il corpo della giovane donna che venne ritrovato all’interno della sua auto in una stradina secondaria alla periferia di Nicolosi, dove i due si erano dati appuntamento. Proprio la mattina del ritrovamento era in programma in Tribunale la trattazione di una denuncia per stalking che la ragazza aveva presentato ai danni del giovane. Priolo tentò infatti di convincere l’ex compagna a ritirare la querela e per questo (come egli stesso dichiarò poi ai carabinieri dopo l’arresto) aveva chiesto alla donna un appuntamento.

L’omicida venne bloccato alla stazione di Milano, poche ore dopo l’omicidio, dai carabinieri lombardi dopo che i colleghi di Catania intercettarono un sms inviato dall’uomo al padre, attraverso un telefonino chiesto in prestito, mentre attendeva un treno che avrebbe dovuto portarlo probabilmente in Svizzera, prima poi di tentare il trasferimento negli States. Prossima udienza il 21 novembre.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA


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