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Coop corteggia l’Isola: negli scaffali sempre più prodotti made in Sicily

Di Andrea Lodato |

CATANIA – «Qualche errore di valutazione è stato fatto, certo, alcune correzioni le abbiamo apportate dopo l’approccio iniziale. Ed è normale che sia così quando si agisce nel contesto di un gruppo grande e diffuso come il nostro. Ma siamo qui, per portare avanti il progetto di Coop Alleanza 3.0 anche in Sicilia. Anzi, direi, soprattutto in Sicilia».

 Adriano Turrini esordisce così. L’esperto presidente e amministratore   delegato di Coop Alleanza 3.0, la Cooperativa nata nel 2016 dalla fusione di   Coop Adriatica, Coop Consumatori Nordest e Coop Estense e che ha acquisito   anche Coop Sicilia, è nell’Isola per uno dei suoi consueti giri. Che sono giri   d’Italia, se si pensa che il gruppo ha ormai una diffusione globale con punti   vendita dal Friuli, appunto, alla Sicilia. Ma che sono, ed è l’aspetto più rilevante,   anche giri che servono a consolidare la presenza attiva nel territorio di Coop,   una sinergia che, spiega Turrini, è l’arma per crescere davvero tutti insieme,   peraltro in un momento in cui, dati alla mano, i fatturati della Gdo fanno   registrare un inatteso calo, che interessa, per la prima volta, anche il Centro Sud   e la Sicilia, tradizionalmente zone di massicci consumi.

 Ma Coop non solo non molla, rilancia e corteggia la Sicilia, tanto i produttori   quanto i consumatori. E pure la forza lavoro, le risorse umane. Partendo   dall’idea, sana e giusta idea, che da queste parti anche nei momenti più difficili   coraggio, fantasia e sacrificio generano opportunità.

  «In Sicilia – spiega Turrini – Coop Alleanza 3.0 fa registrare certamente un   primato molto positivo: abbiamo, infatti, oltre 1.000 dipendenti e il 99% è assunto a tempo indeterminato. Il dato più alto fuori da questa isola è del 92%. Di questo andiamo fieri, ed è chiaro che questo impegno straordinario del gruppo è finalizzato a sviluppare nel territorio una presenza e un ruolo sempre più rilevante. Una presenza che oggi sta anche negli oltre 40.000 soci che in Sicilia hanno aderito alla nostra Coop e che sono e saranno sempre più protagonisti».

Ai soci, che crescono, la Coop affida un ruolo strategico, perché sono loro ad avere una parola decisiva quando si tratta di aggregare alla famiglia di Alleanza 3.0, negli ipermercati e nei supermercati siciliani, nuovi prodotti e nuovi produttori.

«Questa è l’altra linea che stiamo portando avanti – conferma Turrini – essere sempre più radicati nel territorio per avere un rapporto diretto con il sistema delle imprese dell’agroalimentare. Oggi ne abbiamo dentro già 200, con 2.800 prodotti. Aziende con cui abbiamo concluso lo scorso anno acquisti per oltre 20 milioni di euro. Ma lavoriamo per acquisirne altre, sempre sotto il segno della qualità, della assoluta trasparenza e del rispetto dei principi di legalità, che sono per noi precondizioni fondamentali per potere avviare una collaborazione».

La passerella di aziende e prodotti made in Sicily alla Coop c’è. Nei tre iper di Catania, nei due di Palermo, a Ragusa e Milazzo, ma anche nei supermercati. Diciamo, però, non solo in Sicilia, ma in tutta la rete nazionale di Coop. E questo rappresenta un valore aggiunto. Confessa, sorridendo, Adriano Turrini: «E’ vero che quando facciamo i corner del cibo siciliano nei punti vendita delle altre regioni italiane, soprattutto al Nord, è un successo straordinario».

 Coop sa quanto vale il prodotto siciliano, per questo ha   scommesso negli ultimi anni su questa terra, facendo   investimenti notevoli. Adesso i piani sono, se possibile,   ancora più ambiziosi e, in ogni caso, diversificati rispetto al   passato. Perché il mondo della Gdo deve inseguire la   trasformazione degli stili di vita, le abitudini dei consumatori   e le loro esigenze. Oltre a cogliere i motivi cangianti del   mondo del lavoro stesso. Ma andiamo con ordine.

 «In Sicilia – spiega Turrini – stanno nascendo molte piccole   cooperative, lavoratori che si uniscono per avviare le loro   attività, magari investendo il Tfr. Noi vogliamo offrire loro un   supporto, il marchio, la garanzia che Coop rappresenta.   Intendiamoci, nessun progetto di fagocitazione, tutt’altro.   Vogliamo proprio stabilire una collaborazione, anche alla luce   del fatto, secondo punto dei cambiamenti in corso, che   accanto agli iper e ai supermercati, riprendono quota esercizi   di più piccole dimensioni. Ecco, noi stiamo lavorando anche in questo quadro e la collaborazione con queste coop locali nascenti può essere molto interessante per tutti. Per noi, per i lavoratori, per i consumatori».

Coop fa la coop, insomma, in questo caso a tutti gli effetti, offrendo il marchio, i prodotti, a rete e, altro punto nevralgico, la garanzia della filiera di qualità, quindi della buona alimentazione.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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