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Cronaca

A Vittoria “liberato” il ristorante preso di mira dal racket della Stidda: 5 arresti per estorsione

L'ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dalla direzione distrettuale antimafia di Catania

Di Redazione

Un ristorante di Vittoria che era stato preso di mira dal racket delle estorsioni è stato “liberato” dall'imposizione criminale dai carabinieri di Ragusa. I  militari, con un operazione scattata alle prime luci dell’alba hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare emessa dalla direzione distrettuale antimafia di Catania, nei confronti di cinque persone, tutte ritenute responsabili di estorsione continuata in concorso aggravata dall’appartenenza ad associazione mafiosa nei confronti di un esercizio di ristorazione. Tre degli indagati risultano appartenenti alla «stidda» di Vittoria, l'organizzazione parallela alla mafia, molto presente in questo territorio.  

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Le indagini, svolte con metodi tradizionali e supporti tecnici, hanno consentito di documentare come i cinque indagati, tutti pregiudicati, tre dei quali appartenenti alla famiglia "Ventura", inserita nel clan mafioso "Dominante-Carbonaro" della Stidda vittoriese, avrebbero richiesto in più occasioni ai titolari di un ristorante il pagamento di alcune somme di denaro minacciando in caso di diniego di causare danni all’esercizio commerciale sino a paventarne l’incendio.

Le indagini, coordinate dalla Dda di Catania e condotte dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Ragusa, sono state avviate nel mese di agosto del 2020 a seguito di una denuncia presentata daI due coniugi proprietari dell’attività di ristorazione e hanno permesso di accertare, in attesa degli ulteriori sviluppi processuali, come gli indagati dal 2014 al 2020 in più occasioni avrebbero minacciato i due commercianti sfruttando la capacità di intimidazione derivante dalla loro appartenenza al clan mafioso "Ventura" ed inducendole a versare ripetutamente somme di denaro il cui importo variava, da destinare al sostentamento degli appartenenti al clan mafioso.

Le indagini hanno inoltre consentito di verificare come il valore del denaro estorto nel tempo ai due ristoratori abbia superato la somma complessiva di 4.000 euro. L’ipotesi accusatoria, allo stato condivise dal Gip, dovranno trovare conferma in esito al procedimento penale che verrà instaurato nel contradditorio fra le parti. 
 

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