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Cronaca

Blitz antidroga, dai panettoni in regalo ai "clienti" ai turni per lo spaccio: così era organizzato il giro di via Ustica

Tutti i risvolti dell'operazione "Mezzaluna" che a San Giovanni Galermo ha sgominato un'organizzazione criminale ben collaudata. Sono state 34 le persone arrestate

Di Redazione

Operazione antidroga della Polizia di Stato, che ha smantellato un’organizzazione attiva nel quartiere catanese di San Giovanni Galermo. Gli agenti hanno dato esecuzione a un’ordinanza nei confronti di 34 persone, 30 delle quale finite in carcere, 3 agli arresti domiciliari ed una sottoposta alla misura cautelare dell’obbligo di dimora. Il provvedimento restrittivo, emesso dal gip sulla base di indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia ed eseguite dalla Squadra Mobile - Sezione Antidroga di Catania con il diretto contributo del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, accoglie gli esiti di una complessa e articolata attività investigativa, condotta tra il mese di ottobre 2019 e quello di settembre 2020, che si è incentrata su una delle "piazze di spaccio" storiche del capoluogo etneo. Si tratta della "piazza di spaccio" di cocaina e marijuana ubicata in via Ustica nel rione San Giovanni Galermo, la cui operatività risale già agli anni '90. 

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Per incrementare il proprio "giro d’affari" illecito, l'organizzazione criminale gestiva la "piazza di spaccio" di via Ustica secondo canoni di vera e propria strategia "commerciale"; ad esempio, in occasione della vigilia di Natale, al fine di fidelizzare gli acquirenti, i capi promotori facevano giungere presso la "piazza di spaccio" una grossa fornitura di panettoni che venivano regalati come omaggio natalizio ai numerosi soggetti che, come ogni giorno, acquistavano le dosi di cocaina e marijuana. I proventi illeciti della piazza di spaccio si aggiravano intorno ai 10.000 euro al giorno e confluivano nella "cassa comune" dell’organizzazione alla cui gestione era preposto uno degli indagati che riscuoteva le sommdi denaro direttamente presso la propria abitazione, dove veniva sistematicamente raggiunto da diversi membri dell’associazione criminale a chiusura del turno di spaccio. L'indagine ha permesso di ricostruire, inoltre, il sistema di approvvigionamento di cocaina della piazza di spaccio, dimostrando come, l’organizzazione si occupava di assicurare costanti rifornimenti di cocaina avvalendosi di contatti con trafficanti calabresi. 

 

 


Nel corso delle indagini è stato documentato che lo smercio delle sostanze stupefacenti si svolgeva in base a 5 precisi turni di spaccio, suddivisi per luoghi e distribuiti su diverse fasce orarie, ed avveniva sia in strada che all’interno di alcune abitazioni fortificate gestite dall’organizzazione e stabilmente dedicate all’attività di spaccio. Le videocamere piazzate dagli investigatori all’interno della piazza di spaccio hanno documentato innumerevoli cessioni di sostanze stupefacenti da parte dei pusher dell’organizzazione ai vari acquirenti che si succedevano ininterrottamente in via Ustica. Al fine di accertare le responsabilità dei soggetti impiegati nella piazza di spaccio all’interno di un’abitazione al quarto piano di via Ustica, non potendo utilizzare telecamere esterne, sono stati impiegati agenti sotto copertura che per mesi hanno acquistato cocaina dagli ignari spacciatori filmando le cessioni e i volti dei pusher che si alternavano nei turni di spaccio e consentendo di fornire una adeguata risposta investigativa a questa nuova diffusa modalità di gestione della piazza di spaccio che, per sfuggire alle videoriprese ha arretrato il raggio di azione all’interno di luoghi chiusi.

 

 

Nel corso dell’attività d’indagine sono stati acquisiti gravi indizi in relazione alla esistenza di un gruppo ben organizzato che avrebbe gestito con regolarità e costanza lo spaccio di droga, con una perfetta distribuzione di compiti tra capi - piazza, pusher, vedette e custodi delle sostanze stupefacenti. Nonostante le barriere e le fortificazioni allestite dal gruppo criminale, gli investigatori della Sezione Antidroga, applicando il consolidato protocollo di indagini seguito dalla Direzione Distrettuale Antimafia per contrastare il fenomeno delle piazze di spaccio a Catania, sono riusciti ad occultare videocamere all’interno della piazza di spaccio, riprendendo per mesi il fiorente traffico di droga. In particolare, le attività d’indagine hanno consentito agli investigatori di ricostruire la "struttura operativa" della "piazza di spaccio" di via Ustica e l’organigramma dell’associazione criminale che da anni controlla la zona, e di contestare il ruolo di capi promotori a Vito Claudio Gangi, detto "Nino povero ammore", Concetto Renato Consoli, detto "Ciccio a niura", e Carmelo Ventaloro. 

 

 

I destinatari della custodia in carcere sono: Sebastiano Mirko Altavilla, Maria Barbato, Nino Mario Barbato, Claudio Caudullo, Concetto Caudullo, Alfio Cavallaro, Marco Enrico Cocola, Maurizio Michelangelo Cocola, Renato Concetto Consoli, Silvio Consoli, Vito Andrea Curia, Salvatore Giuffrida, Sebastiano Guerrera, Antonino Michael Ierna, Filippo Ierna, Tanino Dario Ierna, Stefano Lanzafame, Alfredo Mantia, Giuseppe Razza, Angelo Massimo Ruggeri, Angelo Santoro, Antonino Sciuto, Sergio Sentina, Fabio Vaccalluzzo, Maurizio Vaccalluzo, Carmelo Ventaloro, Giuseppe Ventaloro, Mirko Ventaloro, Alessandro Carmelo Zappalà.

 

 

 

 

 

 

Ai domiciliari: Nicola Di Pasquale, Filippa Crisafulli, Salvatore Lauria.
Obbligo di dimora per Graziella Terranova.

 

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