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Cronaca

Sicilia "sfregiata" dalle discariche abusive: ecco perché Selvaggia Lucarelli ha ragione

La giornalista, che sui social ha milioni di followers, ha raccontato la sua vacanza a Noto. Ma è tutta l'isola alle prese con una emergenza che sembra non finire mai

Di Andrea Lodato

Rieccoci, più o meno sulle stesse strade, più o meno di fronte, davanti, dietro e dentro lo stesso scempio. Sicilia discarica a cielo aperto. Occhi e obiettivi, in questi giorni, puntati su Noto e dintorni. E’ successo che sia arrivata sin qui Selvaggia Lucarelli, giornalista e opinion leader si sarebbe detto una volta, giornalista e influencer, si dice oggi, ma la sostanza non cambia. E’ successo che Selvaggia Lucarelli sia andata incontro ad una serie di disavventure, black out nella villa affittata e addio aria condizionata e, poi, la visione delle discariche a cielo aperto che sfregiano anche questo angolo di meraviglia della Sicilia.
Problema antico, ma la potenza della comunicazione ai tempi dei social ha fatto esplodere un vero e proprio caso: Lucarelli all’attacco, l’amministrazione di Noto che spiega, un po’ si rammarica e molto prova a difendere l’onore del territorio e la scelta di tanti imprenditori italiani e stranieri che hanno investito qui. Non c’è nulla di nuovo sotto il sole che brucia questa estate siciliana, ma la polemica è scoppiata e, magari, potrebbe persino essere utile e servire a non farci dimenticare che la situazione è davvero altamente indecente.

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Ma se a generare la nuova ondata di indignazione è stata Selvaggia Lucarelli con la forza esplosiva della sua popolarità social, a noi basterebbe raccontare lo sconcerto del visitatore per così dire “normale”, un viaggiatore, un turista, un chiamatelo come volete, arrivato in Sicilia dalla lontana Verona. Lui si chiama Pietro, si è laureato in statistica, ed è stato portato a spasso per visitare le bellezze di Sicilia. Non solo a Noto, no, anche ad Avola, alla pineta del Gelsomineto, a Taormina, nel Siracusano, sull’Etna. Insomma il tour classico. Commento finale? «Bellissimo, un incanto, tutto. A parte tutta quella immondizia lasciata in giro, ovviamente. Ma come si possono trasformare tutte le piazzole di sosta in discariche abusive? Vergogna».

Già, provate a spiegarlo a Pietro, che porta a Verona il ricordo di una inciviltà diffusa, di una pessima organizzazione del sistema di raccolta, ma anche dello smaltimento dei rifiuti. Una catastrofe. Ma forse l’errore sta nel considerare ancora una anomalia situazione cristallizzate da anni. Come la discarica di uno dei curvoni della Ragusa-Modica che ha raggiunto quest’anno vette incredibili. E’ lì, da anni, almeno da quanti ne ricorda la nostra memoria. E ogni strada Statale, così come molte piazzole di sosta delle autostrade siciliane, porta i segni di questa violenza. Basta ricordare quel che succede sulla Palermo-Trapani, dove la fila interminabile di case realizzate negli anni in spregio alle leggi urbanistiche, spesso nei momenti di emergenza (piuttosto frequente) è oscurata da montagne di rifiuti. 

E non stanno meglio le città, dai centri alle periferie, tutti alle prese con il nodo raccolta, la differenziata che non decolla. Questo è il quadro, e Selvaggia Lucarelli, a modo suo e con i suoi mezzi, ha scritto e descritto quel che in una parola ha sintetizzato Pietro, con un nodo in gola dopo l’ultimo bellissimo bagno nel mare siciliano: «Vergogna».

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