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Cronaca

Uno degli uomini del "sexygate" di Pachino e Portopalo trovato impiccato ad un albero: il suicidio non convince

Vincenzo Cancemi, di Pachino, è stato trovato senza vita penzolante da un albero a Marzamemi

Di Sergio Taccone

Il corpo senza vita di un pachinese è stato ritrovato privo di vita, penzolante da un albero, nei pressi di Marzamemi. Si tratta di Vincenzo Cancemi, 41 anni, che si sarebbe suicidato anche se non tutti i contorni della vicenda sembrano definiti. Tutt’altro. 
L’uomo, molto noto e altrettanto stimato a Pachino come a Portopalo di Capo Passero per via del suo lavoro, potrebbe non essersi tolto la vita. Non a caso gli elementi raccolti sul luogo del ritrovamento del corpo sarebbero ancora al vaglio delle forze dell’ordine. Sul caso stanno indagando i carabinieri della stazione pachinese che avrebbero già sentito alcune persone che potrebbero fornire particolari rilevanti legati alla vita privata di Cancemi. 

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Il primo elemento al vaglio degli inquirenti scaturirebbe da alcune considerazioni che sarebbero state fatte da persone accorse nel luogo dove due giorni fa è stato ritrovato il corpo dell’uomo, in contrada Lettiera, alle porte di Marzamemi. L’albero, infatti, sarebbe troppo basso per giustificare un’azione suicida. Ma non sarebbe questo l’unico elemento sufficiente a fare ipotizzare qualcosa di diverso dall’intenzione di togliersi la vita messa in atto da Cancemi. Ad attrarre l’attenzione degli investigatori sarebbe anche una vicenda, rimasta piuttosto oscura, risalente a pochi mesi fa e riguardante una lettera diffamatoria, oltremodo circostanziata. In questa lettera si faceva riferimento, in modo capillare, a una serie di rapporti extraconiugali che avrebbero coinvolto persone di Pachino e Portopalo. Tra gli uomini inseriti dall'anonima mano che ha scritto e divulgato minuziosamente la lettera-volantino c’era anche il nome di Vincenzo Cancemi. Un testo anonimo che fece scalpore nei due centri della provincia siracusana, anche perché chiamava in causa persone quasi tutte legate da stabili rapporti sentimentali e che venne distribuita con il sistema del “porta a porta” nel centro abitato portopalese. Un documento apocrifo che non lesinava particolari legati a presunte performance sessuali di una donna coniugata. La vicenda sarebbe persino sfociata in querele. 

I carabinieri non stanno scartando alcuna ipotesi, ascoltando parenti e amici dell’uomo, che svolgeva l’attività di tecnico riparatore di elettrodomestici, al fine di ricostruire i suoi ultimi giorni di vita. Tantissimi i messaggi di cordoglio. Cancemi si era fatto stimare da tante persone per la sua disponibilità e competenza in ambito lavorativo, già per il sol fatto di essere sempre pronto ad intervenire quando le esigenze lo richiedevano, a Pachino come a Portopalo. Una vicenda che sembra uscire dalle pagine di un romanzo di Andrea Camilleri, che ruota attorno a quello che potrebbe essere stato mascherato da suicidio mentre potrebbe nascondere dinamiche omicide. Ai carabinieri il compito di sbrogliare la matassa alquanto intricata. Resta il dolore della famiglia per la fine tragica del loro congiunto.  

 

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