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Economia

Catania e Augusta, scontro sui porti

Per il nuovo presidente, il ministro Giovannini ora insiste su Francesco Di Sarcina o Attilio Montalto, mentre la Regione gradisce Marco Lupo, Luca Lupi e Giuseppe Galizia

Di Michele Guccione

Sulla nomina del presidente dell’Autorità portuale della Sicilia orientale prosegue lo scontro politico fra il ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, che sembra seguire le istanze dell’establishment ministeriale e del M5S, e la Regione cui spetta il parere sul nome designato e che vorrebbe una personalità gradita al territorio. La trama si è complicata. Nel senso che Giovannini avrebbe rinunciato a insistere sul dirigente del ministero, Alberto Chiovelli, attuale commissario di Catania e Augusta, e di convergere su Attilio Montalto, attuale segretario generale dello stesso ente, che sarebbe sponsorizzato dai 5S. Ma ora il ministro proporrebbe anche Francesco Di Sarcina, attuale segretario generale dell’Autorità di La Spezia, il cui trasferimento a Catania darebbe il via ad altre rotazioni e promozioni.

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Su questi due nomi la politica regionale ha alzato un muro, preferendo fra la rosa di candidati una personalità più vicina. E qui la selezione vedrebbe favoriti tre “tecnici” ritenuti all’altezza di tenere testa ad un settore che ha bisogno di essere profondamente riformato e rilanciato. Apre la terna Marco Lupo (osteggiato da Giovannini), attuale direttore dell’Arpa Lazio e che, da ex direttore generale del ministero dell’Ambiente ed ex D.g. del dipartimento regionale Rifiuti, nonché cittadino di Siracusa benché nato a Genova, conosce molto bene le vicende della bonifica della rada di Augusta e dei progetti di rilancio dei due porti. Lupo gode del gradimento non solo dell’ex ministra dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ma anche dell’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, di altri settori di Fi, di Iv e di qualche pezzo di Pd.


Anche Luca Lupi, segretario generale di Medports e responsabile internazionale dei porti del Lazio, è una figura trasversale, essendo “allievo” e fedelissimo di Pasqualino Monti, presidente dell’Authority della Sicilia occidentale, un manager che non cede alle pressioni della politica ma che riesce ad essere gradito all’intero arco costituzionale. Lupi ha un solo neo: la politica catanese lo vedrebbe come una “longa manus” di Monti e, quindi, della strategia portuale di Palermo.


Infine, Giuseppe Galizia, capo ufficio tecnico dell’area metropolitana di Catania, gradito al governatore Nello Musumeci, ad altre correnti di Fi e al sindaco di Bronte, Pino Firrarello.
Alla fine la Sicilia ne fa una questione di metodo: «Così come la ministra Mara Carfagna ha scelto i commissari delle Zes siciliane ponendosi in dialogo col territorio - dice Marco Falcone - lo stesso faccia Giovannini nella scelta del presidente dell’Authority della Sicilia orientale». Stefania Prestigiacomo incalza: «Lo stesso metodo di condivisione con la politica locale che ha seguito per Palermo con Monti e per Ancona con Garofolo in quota Lega, Giovannini lo adotti per Catania. Augusta è non governato da dieci anni, ha perso l’occasione dei finanziamenti del “Pnrr”. Mentre viene promosso hub nazionale con Cagliari, Giovannini tarda a nominare chi dovrebbe rilanciarlo. Dimostri di volere lo sviluppo di questi porti».

E Nello Musumeci in una nota al ministro esprime «profondo disappunto» per il ritardo di nove mesi, chiede di fare presto e si dice disponibile a «delineare percorsi condivisi per l’individuazione del nuovo presidente».  

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