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Economia

Landini (Cgil): «Vi spiego perché lo sciopero generale è giusto»

Il segretario del maggiore sindacato italiano è tornato sulla questione: «Hanno chiuso la partita e la maggioranza si è presentata con noi con una proposta che non ha modificato»

Di Redazione

La Cgil e la Uil puntano il dito contro i partiti della maggioranza per la mancata trattativa con il governo sulla riforma fiscale e la proclamazione dello sciopero generale, senza la Cisl, del 16 dicembre. Maurizio Landini, a Bari, ha accusato il governo di «aver chiusa la partita e la maggioranza si è presentata con noi con una proposta che non ha modificato», chiudendo così ogni residuo spiraglio di dialogo. Uno schema che, avvisa, non dovrà ripetersi sul tema pensioni altrimenti «è meglio che non ci chiamino». L’agitazione di giovedì non comprenderà i lavoratori della sanità e dei servizi collegati ma toccherà i trasporti con il personale Fs dei due sindacati che si asterrà fino alle 21. 
Ma l’accusa di Landini alla maggioranza è rigettata dal segretario della Lega Matteo Salvini, anche lui in Puglia, secondo cui «la Cgil blocca il Paese» «uno sciopero generale in un momento così delicato per l’Italia e gli italiani è davvero contro il Paese, contro i lavoratori, contro il buon senso» ha attaccato il leader leghista. Ma che invece trova una qualche sponda nel ministro dell’Agricoltura Stefano Patuanelli (M5s): «Lo sciopero è un diritto costituzionalmente garantito» ha detto in un’intervista al Fatto «dopodiché vanno ascoltate tutte le ragioni, quelle dei sindacati, quelle dei datori di lavoro e quelle dei cittadini. Decidere tocca alla politica, però la critica al metodo va presa in considerazione, e alcune richieste dei sindacati vanno comprese e ascoltate». 
Chi è tornato a criticare la decisione dei due sindacati è stato il presidente di Confindustria Carlo Bonomi. Parlando dal palco di Atreju, la festa di Fratelli d’Italia ha detto che «io quello che contesto nello sciopero sono le motivazioni» , di fronte ai temi dei contratti pirata, dello sfruttamento o del fisco «ci siede a un tavolo ci si confronta altrimenti come dice Greta è un bla bla bla». «Noi siamo presenti se vogliamo mettere più soldi nelle tasche dei lavoratori. La «battaglia fra padroni e servi, è una battaglia fordista del '900, il mondo del lavoro si è trasformato» ha rimarcato. il leader degli industriali. 
 Ma per la Cgil e la Uil l’esecutivo, la maggioranza e il Parlamento devono cambiare rotta. «Chiediamo al Governo e alla politica di fare una riflessione e di cambiare le scelte che sono state fatte finora» ha ribadito il segretario della Uil, Pierpaolo Bombardieri, che ha tenuto una manifestazione a Lamezia Terme. 
 Tema centrale e immanente è comunque quello fiscale: «stiamo chiedendo che tutti gli 8 miliardi vadano al lavoro e ai dipendenti», «stiamo chiedendo che la riforma fiscale tuteli i salari e le pensioni più basse. Questo non sta avvenendo» ha ribadito Landini. Il segretario ha detto che il provvedimento "non è la base di una riforma fiscale degna di questo nome». «Quando un provvedimento dà 100 euro all’anno di miglioramento fiscale per chi prende fino a 20.000 euro e dà 6-7-800 euro a chi ha redditi di 3 o 4 volte superiori, questa è una riforma ingiusta, non accettabile» 
 Sul fisco peraltro anche Bonomi, ma con una visione diversa, ha criticato la proposta dell’esecutivo: «se questo taglio dell’Irpef è l’inizio di un percorso posso comprenderlo altrimenti è uno spreco di risorse che non porta alla crescita. La nostra proposta che, guarda caso è la stessa di Fratelli d’Italia, dimostra con i numeri che è la migliore se vuoi mettere in tasca soldi agli italiani». Con un’altra stoccata: "la politica fiscale in Italia non la fa più il Mef, ma la fa l'agenzia delle entrate. La prova è quello che è successo con il Patent Box che è stato smantellato perché funziona».
 

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