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Editoriali

Lotta al racket, forze dell'ordine e associazioni da sole non bastano: serve il coraggio degli imprenditori

È imprescindibile anche una crescita culturale ed economica della società.

Di Giuseppe Condorelli*

Con la consapevolezza e la sensibilità civica di sempre, ho partecipato all’incontro con il commissario straordinario del governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, Maria Grazia Nicolò, che ha visto la partecipazione del procuratore capo Carmelo Zuccaro, dei massimi rappresentanti locali delle Forze dell’ordine, delle associazioni antiracket della provincia e dei massimi esponenti delle associazioni datoriali provinciali e delle organizzazioni sindacali.

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L’incontro di ieri è stato molto costruttivo, perché, ancora una volta, ha acceso i riflettori sul grave fenomeno estorsivo e dell’usura che non manifesta alcun segnale di arretramento, anzi continua a crescere.

Durante l’incontro, ho fortemente apprezzato la proposta avanzata dall’avv. Enzo Guarnera (presidente dell’Associazione Antimafia e Legalità) che ha lanciato l’idea di coordinare e unire tutte le azioni promosse dalle varie associazioni locali al fine di combattere questo fenomeno crescente del racket e usura. 

All’attività di supporto delle varie associazioni, è indispensabile il coraggio degli imprenditori affinché denuncino eventuali tentativi estorsivi. Purtroppo, il più delle volte, l’imprenditore che subisce il tentativo estorsivo, non denuncia per paura o per quel senso di sfiducia nei tempi della giustizia italiana. A tal proposito, ho apprezzato moltissimo l’autocritica del procuratore Zuccaro che ha messo in evidenza come talvolta la lungaggine delle attività istruttorie e la lentezza nell’emettere le ordinanze delle misure cautelari scoraggi gli imprenditori a sporgere le relative denunce. 

 

 

Ma una cosa è certa: per sconfiggere queste maledette piaghe sociali quali sono racket e usura, occorre fare squadra tra le forze produttive e commerciali locali, le associazioni antiracket, le forze dell’ordine e le autorità giudiziarie, ma è imprescindibile una crescita culturale ed economica della società.

È evidente che in una città in cui si registrano importanti sacche di disoccupazione, un lampante stato di degrado ambientale, una palpabile crisi economica e la mancanza di una programmazione politica futura di governo, la criminalità organizzata troverà terreno fertile per il reclutamento di nuova manovalanza dedita alle attività illegali.

 

 

Non posso non concludere sottolineando come nonostante il calo di denunce degli ultimi anni, un plauso particolare vada alle forze dell’ordine che con la loro azione concreta e fattiva hanno sgominato diverse bande di estorsori nella provincia etnea. 

*Cavaliere del Lavoro 
e amministratore delegato “Condorelli”

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