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Cartoline choc dal Lungomare di Catania: una ferita da rimarginare

Di Redazione
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CATANIA - Cartoline choc dal Lungomare di Catania, cantiere dal doppio volto, in fase di restyling in superficie e profondamente “malato” nel sottosuolo, laddove le aree più esposte sono a diretto contatto con l’azione delle onde e delle mareggiate invernali. Queste ormai da decenni “scavano” la scogliera, in particolare sotto le terrazze sul mare di piazza Tricolore e piazza Nettuno, ma serie criticità si riscontrano anche nel tratto costiero del “Caito” sotto piazza Europa e sul fronte di Ognina. Un contrasto stridente, perché se finalmente sta cambiando l’immagine rattoppata e sgangherata dei viali Ruggero di Lauria e Artale Alagona, al contrario sotto le piazze “storiche” del Lungomare, che dovrebbero rappresentare gli spazi simbolo del legame tra la città e la sua spettacolare costa, la situazione resta a dir poco precaria per ciò che riguarda il rischio idrogeologico, e molto più complesso e costoso il progetto di messa in sicurezza, che pure esiste, è nella fase preliminare in attesa di valutazione da parte della Regione dopo essere stato inserito nella piattaforma “Rendis” su iniziativa dell’assessore ai Lavori pubblici, Michele Giorgianni, accortosi che mancava proprio questo passaggio fondamentale per portare avanti un iter di per sé già lungo e complesso.

Il progetto, come da noi pubblicato lo scorso mese di febbraio, prevede una messa in sicurezza con massi frangiflutti in materiale lavico e il consolidamento con tiranti del piano di calpestio di piazza del Tricolore. I tempi però sono ancora incerti, mentre l’estate arriva ogni anno e adesso siamo alle porte di quella del 2018, ed è proprio piazza del Tricolore “vietata ai pedoni” a presentare ancora una volta i contrasti più stridenti nella sua area a ridosso della scogliera; qui sono oggi ancora più evidenti i resti in cemento e ferro ormai degradati del “solaio” artificiale realizzato oltre mezzo secolo addietro per sostenere la porzione più esterna della piazza.

Mentre però l’area è stata delimitata e “protetta” con delle fioriere in cemento, ed è stata rafforzata la segnaletica che avvisa i pedoni del pericolo, col divieto a non avventurarsi fino alle ringhiere, colpisce anche il fatto che a pochi metri la situazione resti molto simile a quella di sempre, in particolare per ciò che riguarda il parcheggio abusivo proprio a ridosso di blocchi in cemento e dissuasori che delimitano l’area a rischio, col relativo peso di numerose auto in sosta e con relativi posteggiatori abusivi che ormai presidiano la zona che comincia ad animarsi con l’arrivo della bella stagione. A poche decine di metri da questi resti cadenti di cemento e ferro proseguono intanto i lavori per installare semafori intelligenti e nuovi pali dell’illuminazione con luci a led e pannelli fotovoltaici, questo è il doppio volto del Lungomare che tra luci e ombre si prepara all’estate.

A vederla dal lato mare, la situazione di piazza Tricolore è ancor meno rassicurante, osservando il vecchio solaio con i suoi resti di cemento e acciaio arrugginito quasi “appesi” tra gli scogli, e un grosso buco proprio al centro di quella che fu la struttura. Davvero un’ombra nello spettacolo del Lungomare affacciato su mezza Sicilia orientale, una situazione che impone di accelerare e realizzare quanto prima gli interventi previsti, del tutto urgenti per mettere in sicurezza dal rischio idrogeologico una delle aree a più elevata criticità del Lungomare, insieme a piazza Nettuno e alla stessa scogliera sotto piazza Europa.

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