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Catania, lo storico lavatoio di Cibali ripulito dopo anni di abbandono

Di Redazione
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Catania - E' stato necessario pure l'impiego di un martello pneumatico per rimuovere i detriti e tutto quello che si è depositato in oltre dieci anni di quasi totale abbandono all'interno del lavatoio di Cibali. Squadre della Catania Multiservizi all'opera per eliminare anche la giungla di erbacce presenti e che nei prossimi giorni riqualificheranno l'intera piazza Bonadies. “ Finalmente restituiamo alla gente uno dei più importanti simboli del quartiere di Cibali - afferma il presidente della IV municipalità Erio Buceti - un intervento reso possibile grazie a tutti i soggetti interessati tra cui il componente del Gabinetto del Sindaco Giuseppe Bonaccorsi, il personale della Catania Multiservizi e il Capo di Gabinetto Giuseppe Ferrero.

A rischio non c’era solo il decoro di un pezzo di storia “cifalota”, ma molto di più”. Cartacce, taniche di olio per auto e perfino vecchi cellulari ricoperti di fango. Questi sono solo alcuni dei rifiuti trovati e che hanno penalizzano il lavatoio pubblico del 1671. In un territorio al confine tra la “Borgo-Sanzio” e la “Cibali-Trappeto Nord-San Giovanni Galermo” le due circoscrizioni mettono in gioco una grossa fetta del loro progetto di rivalutazione dell’area. “L'obiettivo su cui intendiamo lavorare- spiega il consigliere comunale Luca Sangiorgio - è quello di far fare quel salto di qualità definitivo all'area per evitare che uno dei simboli del patrimonio culturale di Catania finisca ancora nel dimenticatoio.

Dieci anni di abbandono hanno reso il lavatoio una giungla e un bagno per i volatili”. Costruito oltre 3 secoli fa, dalle maestranze locali, e ristrutturato l’ultima volta nel 2008, il museo di via Valdisavoia è una delle pochissime strutture di Cibali sopravvissute ai bombardamenti alleati nella seconda guerra mondiale. Leggenda narra che le acque che scorrono all’interno del lavatoio provengano direttamente dal fiume Lòngane. “Non possiamo che essere soddisfatti di questo grande risultato - sottolinea il presidente della III municipalità Paolo Ferrara - siamo convinti che le iniziative culturali possano rilanciare definitivamente questa struttura e la vicina piazza Bonadies. Il territorio deve riappropriarsi del proprio patrimonio”.

Foto di Davide Anastasi

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