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Il Fai svela uno dei gioielli del Liberty ragusano: Palazzo degli Antoci

L’antica dimora nel cuore di Ragusa il solo sito in provincia aperto alle visite per le giornate di Primavera

Di Redazione
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Una presenza continua, e per certi versi inaspettata, per conoscere i segreti di Palazzo degli Antoci di Ragusa, in via Matteotti, luogo scelto dal Fai, unico in provincia di Ragusa, per l’appuntamento delle “Giornate di primavera” che proprio quest’anno festeggiano la 30esima edizione. Oltre 700 luoghi in Italia, solitamente inaccessibili o poco conosciuti in 400 città, visitabili a contributo libero e nel pieno rispetto delle norme di sicurezza sanitaria grazie ai volontari di 350 delegazioni e gruppi Fai attivi in tutte le regioni. Trent’anni ma per i festeggiamenti ci sarà un’altra occasione. Nel pieno di una guerra che sta segnando la storia europea, per il Fai non è il momento di festeggiare, né di invitare gli italiani a distrarsi nelle meraviglie del nostro Paese, ma piuttosto a concentrarsi sul significato e sul ruolo del patrimonio culturale che riflette la nostra identità, testimonia la nostra storia e rinsalda i valori del vivere civile.  
“Per celebrare il trentennale delle Giornate Fai di Primavera – afferma il Capo Delegazione di Ragusa Gisella Scollo - ho pensato a questa antica dimora gentilizia del cavaliere Rosario Antoci che nel 1820, quando fece edificare il primo nucleo di quello che nei decenni successivi divenne uno dei palazzi storici più prestigiosi della città, Palazzo Antoci: un palazzo nel "piano del Patro", nella Ragusa superiore e che ha recepito il vento di innovazione artistica dettato dall’eleganza dell’Art Nouveau e dalle linee dolci e sinuose del Liberty che si stavano affermando in tutta Italia e nel mondo”.

Nel cuore del centro storico di Ragusa, a pochi metri dalla cattedrale di San Giovanni e dalle scale che accompagnano a Ibla, Palazzo degli Antoci è un vero e proprio gioiello. L'eclettica e geniale visione del maestro del Liberty siciliano è visibile in ogni angolo. E come un grande direttore d'orchestra, l'architetto Paolo Lanzerotti coinvolse i suoi eccellenti maestri artigiani, dagli stuccatori ai decoratori, dei vetratisti agli arredatori, tutti di grande talento, che realizzarono un'opera di straordinaria bellezza. Una danza di movimenti e materie prime, colori e arredi in un romantico equilibrio tra il fuori, con la distintiva facciata in pietra calcarea solcata dagli splendidi balconi in pietra pece, e il dentro, con i pregiati lampadari, le morbide tappezzerie, i pavimenti d'epoca, i pavimenti d'epoca, i soffitti finemente decorati e gli stucchi fastosi. 

Il Fai si è impegnato formalmente a finanziare il recupero di un’opera d’arte del patrimonio culturale ucraino che sarà individuato non appena cesserà la guerra. Per questa domenica i turni di visita sono dalle 11 alle 13 e dalle 16,30 alle 18,30. Turni di visita ogni 45 minuti. Gruppi di massimo 12 persone. Prenotazione necessaria su www.giornatefai.it.

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