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Il sogno olimpico dei siciliani è solo rinviato: «Saremo più forti»

Di Redazione
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Alzi le mani chi avrebbe mai pensato fino a un mese fa che le Olimpiadi che dovevano scattare il 24 luglio a Tokyo, sarebbero state rinviate al 2021. Un pensiero che in pochi avevano considerato e invece i Giochi di Tokyo 2020 sono già entrati nella storia. Non era mai infatti successo uno slittamento dalla prima edizione delle Olimpiadi moderne datata 1896 ad Atene. Solo tre cancellazioni per le guerre mondiali e due edizioni boiocottate ma svoltesi regolarmente, ma mai uno slittamento.
Adesso Tokyo 2020 diventa Tokyo 2021 e 12 mesi, sono tanti nel mondo dello sport, perché c'è tempo di riscrivere record, compiere nuove imprese, cambiare moduli e valore a squadre e soprattutto come ha spiegato il dott. Gigi Mazzone gli atleti possono andare incontro a problemi di carattere psicologico  che possono minare certezze e creare cali di rendimento.

La Sicilia era pronta come tradizione ad essere rappresentata ai Giochi del prossimo luglio da una nutrita e competitiva pattuglia (10 già certi e almeno altri 10 in pole) che adesso è costretta  rivedere i piani, anche se rimane in molti la consapevolezza che si tratti solo di uno slittamento e tra 12 mesi andranno a Tokyo ancora più forti e più competitivi.

«Sognavo fin da piccolo sul dojo della palestra di casa ad Avola con mio papà Nello - confessa Luigi Busà, numero uno del karate azzurro e tra gli attesi protagonisti a Tokyo nella gara dei 75 kg di kumite - di partecipare alle Olimpiadi e quando nel 2016 il karate è stato inserito per la prima volta nel programma olimpico sono andato subito in palestra per cominciare la corsa verso questo straordinario sogno. Speravo di arrivare al mio matrimonio l'11 settembre con la mia compagna in azzurro Laura Pasqua con una medaglia al collo e invece l'appuntamento è solo rimandato».

«Non dovrò fare qualificazioni - continua Luigi, classe 1987, pluricampione del Mondo e d'Europa - e allora vorrà dire che l'appuntamento con l'oro è solo rimandato. E stavolta a Tokyo potrei andare con la mia futura moglie Laura, che è in piena corsa per ottenere un "pass" nei 61 kg».

Un lungo e forzato raduno che dopo tre mesi si dovrebbe concludere il 6 aprile per gli azzurri della canoa che preparavano in Sicilia, nella acque del fiume San Leonardo, il viaggio in Giappone e tra loro il siracusano  Samuele Burgo che col veneto Luca Beccaro puntavo in alto nel K2 1000.

«Le Olimpiadi - fa il suo esordio Samuele che adesso spera che nel 2021 a Tokyo ci possa essere anche la sorella Irene, tra le migliori azzurre del panorama internazionale - per noi atleti sono davvero tutto credo che ogni singolo sportivo abbia due sogni: partecipare e vincere. Abbiamo raggiunto il primo sogno, quello di partecipare, adesso non ci nascondiamo nel 2021 a Tokyo andiamo per vincere».

La pandemia del coronavirus ha costretto l'acese Daniele Garozzo, oro nel fioretto individuale ai Giochi di Rio 2016, a rinviare di 12 mesi la difesa del titolo. «Studio medicina e sono vicino in questo momento a chi combatte in prima linea per battere questo virus - fa il suo esordio Daniele Garozzo che a Tokyo doveva andare col fratello Enrico spadista - e chi fa sport ad alti livelli deve superare anche questi momenti. Adesso rimane il nodo qualificazioni che magari decideranno di rifare e sarebbe una vera ingiustizia per chi aveva già conquistato il "pass" dopo quattro anni di duro lavoro».

A Rio aveva invece vinto l'argento nella spada la catanese Rossella Fiamingo che in questa specialità ha vinto anche due titoli iridati. «Ci vuole pazienza - ci dice Rossella che sta continuando ad allenarsi a casa da sola con un manichino che s'è costruita a mo di avversario - e adesso prima vinciamo contro il virus e poi pensiamo a ritornare in pedana più forti di prima per arrivare al top nel 2021 a Tokyo. Adesso penso a laurearmi, mi manca l'ultimo esame e poi spero di tornare in palestra lasciando il manichino "Costantino" per tornare a tirare con avversari veri».

C'è chi invece a Tokyo non poteva pensarci per la giovane età come lo sprinter aretuseo Matteo Melluzzo, 18 anni, che adesso nel 2021 un pensierino al sogno olimpico potrà farlo. «Sono saltati i Giochi e anche i Mondiali Under 20 in Kenya - ci dice Gianni Melluzzo, papà-allenatore di Matteo - e nel 2021 se tutto procede per il verso giusto Matteo potrebbe ambire ad un posto nel gruppo della 4 per 100 azzurra. E solo un sogno e per adesso pensiamo a chiudere la stagione, se verrà ripresa e poi cominciare a lavorare per il 2021 con questo sogno nel cassetto».

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