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Locatelli, serve rivoluzione per lavoro a persone con disabilità

Pagano (Anmic), con sperimentazione riforma siamo ad un bivio

Di Redazione |

ROMA, 10 LUG – “Quando citiamo il tema del lavoro per le persone con disabilità serve un’altra rivoluzione che deve coinvolgere tutti, perché altrimenti il nostro Paese rimane immobile. Noi abbiamo bisogno del talento e delle competenze di tutti, dobbiamo guardare le potenzialità e non i limiti. Lo diremo anche al prossimo G7 perché non si può non andare in questa direzione, ma tutti devono rendersene conto. Questo Paese non va avanti se non inizia a investire sulle potenzialità di ogni persona. Vedo quotidianamente alcune realtà che nascono soprattutto nel mondo del terzo settore che fanno cose straordinarie. Dobbiamo, però, cercare di scardinare la prospettiva anche nel privato. Dobbiamo lavorare insieme con un’unica voce su almeno tre principi, l’accessibilità universale, il diritto di tutti alla piena partecipazione alla vita civile, sociale, politica nei nostri Paesi, e la promozione del “Progetto di vita”, perché questo è quello che fa cambiare alle istituzioni il modo di lavorare”. Lo ha detto la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli intervenendo all’incontro “Disabilità, facciamo il punto” promosso da Amnic-Ente di tutela e rappresentanza delle persone con disabilità. “Ci troviamo oggi a un bivio – ha sottolineato il presidente nazionale Anmic e Fand Nazaro Pagano – all’avvio della sperimentazione di una riforma che, a partire dal 2025, intende cambiare sia la normativa complessiva sulla disabilità che la sua stessa percezione nella società, cioè a incidere anche sotto il profilo culturale. Semplificazione delle procedure, pari opportunità, autodeterminazione e progetto di vita indipendente dovranno divenire i cardini della sua reale applicazione. Come Associazione di tutela e rappresentanza vigileremo su questa positiva revisione complessiva del sistema che andrà necessariamente a incidere anche su tutte le altre politiche di Welfare, un settore della nostra legislazione che è oggi molto complesso e non privo di evidenti criticità”.

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