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In manette sette estortori le vittime pagavano da 20 anni

L'esattore del pizzo, titolare di un chiosco-bar a San Giovanni Galermo, arrestato proprio mentre riscuoteva la tangente mensile da 3.000 euro da uno dei suoi “clienti” ventennali
Di Redazione

CATANIA - Vincenzo Mirenda, 41 anni, titolare di un chiosco per la vendita di bibite nel rione San Giovanni Galermo, è stato arrestato da carabinieri del comando provinciale di Catania in flagranza di reato per estorsione aggravata dal metodo mafioso. L'uomo, il 20 agosto scorso, è stato bloccato da militari del reparto operativo mentre ritirava la tangente mensile di 3.000 euro da un imprenditore del settore della commercializzazione di apparecchiature di intrattenimento che pagava il “pizzo” dall'inizio degli anni ‘90. Nell'inchiesta emergerebbe che sono almeno due le società taglieggiate da circa 20 anni. Nell'abitazione di Mirenda gli investigatori hanno poi trovato una pistola con la matricola abrasa e munizioni. Nell'ambito della stessa operazione, coordinata dalla Dda della Procura di Catania, i carabinieri hanno fermato tre presunti complici di Mirenda: Vittorio Fiorenza, di 33 anni, Antonio Varisco, di 49, e Laura Guarnaccia. Ieri il Gip ha convalidato i provvedimenti dei Pm ed emessi ordini di custodia cautelare in carcere, ad eccezione della donna, per la quale sono stati disposti gli arresti domiciliari. Il Gip, contestualmente, accogliendo la richiesta della Procura Distrettuale, ha emesso provvedimenti restrittivi nei confronti di altri tre presunti complici che si erano susseguiti nel tempo nella gestione della estorsione. La custodia cautelare in carcere è stata disposta per esponenti di primo piano della “famiglia” Santapaola già detenuti per altra causa: Francesco Carmelo Arcidiacono, di 54 anni, Salvatore Fiore, di 47, e Salvatore Gurrieri, di 41.

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