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Montalbano, Crocetta disposto a trattare «Ma la Rai ci deve 25 milioni di euro»

«Strano che il caso esploda durante il contenzioso per Agrodoloce»
Di Redazione

PALERMO - Il rischio che la produzione dell'amatissima fiction “Il commissario Montalbano” trasferisca il set dalla Sicilia alla Puglia continua ad agitare anche le acque della politica. Il produttore Carlo Degli Esposti ha denunciato l'assenza della Regione che in 15 anni non ha mai contribuito sebbene Montalbano abbia portato in dote alla Sicilia turisti e notirietà internazionale. Ieri il governatore Rosario Crocetta - tirato in ballo da Carlo Degli Esposti - si era detto disposto a trattare, ma oggi va al contrattacco dopo che il produttore aveva denunciato di non essere nemmeno riuscito ad avere un appuntamento con il presidente della Regione.   «La Rai ci deve dare 25 milioni di euro e fa saltare la fiction Montalbano? Non facciano i furbi, non accetto contro-partite. È strano che questa vicenda di Montalbano esploda proprio quando la Rai chiede un incontro alla Regione siciliana sul contenzioso per la fiction Agrodolce, su cui indaga la magistratura. Sono pronto a denunciare tutto in Parlamento e alla Procura», ha detto oggi Crocetta.   Ieri il governatore aveva invece raccontato che «non è stata presentata alcuna richiesta da parte della casa di produzione Palomar alla Regione siciliana. C'era un appuntamento previsto tra le 16 e le 17 lo scorso 3 aprile ma quel giorno all'Assemblea regionale c'era la seduta straordinaria sulla revoca dell'incarico all'ex assessore Battiato e sulla legge per la doppia preferenza di genere, oltre alla presenza dell'ambasciatore del Marocco. Da allora non abbiamo avuto più notizie dalla società, se nel frattempo hanno stretto accordi con la Regione Puglia meglio che lo dicano, per amore della verità». «Le persone senza grilli per la testa in genere comprendono gli impegni istituzionali anche perché sicuramente non ho trascorso il tempo passeggiando - aveva aggiunto Crocetta - Sono disponibile a discutere immediatamente con la produzione, so che al governo precedente la Palomar aveva chiesto un contributo di 700 mila euro per potere continuare le riprese in Sicilia, sicuramente non è una cifra indifferente in considerazione che poi il programma viene trasmesso dal servizio pubblico nazionale».

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