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La scuola scende in piazza anche in Sicilia a Palermo città in tilt, uova contro le banche

In tutta Italia la protesta contro i tagli previsti dal governo Renzi
Di Redazione

PALERMO - Studenti in piazza anche in Sicilia contro la riforma della scuola del Governo Renzi, in occasione della giornata di mobilitazione nazionale indetta dalla Rete degli Studenti Medi. I maggiori disagi si registrano a Palermo, dove il corteo degli studenti, partito dal concentramento di piazza Politeama al grido di “io non ci sto”, ha bloccato le vie del centro cittadino paralizzando completamente il traffico e mandando in tilt la circolazione stradale. Momenti di tenzione in via Cavour quando alcuni studenti hanno lanciato uova contro la sede della Banca d'Italia. «Protestiamo - ha detto uno studente - contro le politiche di tagli e di privatizzazioni, che in piena continuità con i governi precedenti, sono tutte poste a tutelare ancora una volta gli interessi delle banche a discapito degli studenti e delle loro famiglie costrette a pagare tasse onerose e vivere in condizioni sempre più precarie». Il dito è puntato contro il piano della “Buona Scuola” presentato dal premier Matteo Renzi e dal ministro dell'Istruzione Stefania Giannini. Un progetto di riforma del sistema scolastico che per gli studenti, «non prevedendo nuovi investimenti su didattica e sull'edilizia» non mira al «benché minimo miglioramento della qualità della vita e della formazione». «La Buona Scuola di Renzi - spiegano dal Coordinamento Studenti Medi di Palermo - si tradurrebbe in una sempre maggior privatizzazione delle scuole, in un abbassamento della qualità dell'offerta formativa, nello sfruttamento del lavoro degli studenti e nella precarietà d'insegnamento per la classe docente».   La mobilitazione degli studenti è a livello nazionale e cortei sono partiti nelle principali città siciliane: oltre a Palermo, manifestazioni molto partecipate anche Catania e Siracusa. Studenti in piazza pure a Canicattì, Caltanissetta, Trapani e Modica. «Vogliamo cambiare questo Paese, senza mezzi termini, senza giri di parole - scrive in una nota Andrea Manerchia, Coordinatore Regionale della Rete degli Studenti Medi Sicilia -, vogliamo cambiare questo Paese con la forza dei contenuti e delle idee di decine di migliaia di ragazzi che, questa mattina, non sono entrati a scuola per prendere parte al nostro grande progetto, riversandosi nelle piazze meravigliose della nostra Sicilia, terra dimenticata dal tempo e dilaniata da politiche sorde e inefficienti».   «Il nostro non è un progetto che nasce alla mattina e muore alla sera - continua Manerchia -, con lo slogan “La Grande Bellezza” ci proponiamo di attivare una serie di percorsi di discussione, crescita, confronto e democrazia, uscendo dai cancelli delle nostre scuole che cadono a pezzi, rivivendo piazze, quartieri, periferie, città, al fine di inserire lo studente in un gioco di forze più ampio, rimettendolo al centro di una discussione animata da chi, in questo momento, ha saputo solo fare promesse. Noi non vogliamo promesse, chiediamo a gran voce fatti concreti e assunzioni di responsabilità, perchè è finito il tempo di stare a guardare: a livello regionale chiediamo innanzitutto una Legge Regionale sul Diritto Allo Studio, dato che non possiamo più tollerare che studenti di 14, 15, 16 anni siano costretti a studiare nei capannoni, a spendere più di 800 euro all'anno per i libri di testo, ad andare a scuola servendosi di trasporti pubblici scadenti, vecchi, inefficienti. Andare a scuola è un diritto - conclude -, non può rimanere una scelta dettata dalla condizione economica e dal tessuto sociale di appartenenza. Allo stesso tempo, chiediamo un sistema d'Istruzione laico, inclusivo, gratuito e coinvolgente, che sappia realmente educare e formare i ragazzi di oggi, i cittadini di domani».

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