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La sfida di Pippo Digiacomo alla Lorenzin «Invito il ministro a partorire in Sicilia»

Costituita a Catania Consulta direttori di Anestesia e Rianimazione
Di Redazione

CATANIA - «Invito il ministro alla Salute, Beatrice Lorenzin, a mettere al mondo i suoi due gemelli in Sicilia, così avrà contezza sulla sanità nell'isola, che non è allo stesso livello di quella disastrata del Lazio». E' questa la provocatoria sfida lanciata dal presidente della Commissione Sanità all'Ars, Pippo Digiacomo, intervenendo a Catania ad un convegno che ha sancito la nascita della Consulta siciliana dei direttori di Anestesia e Rianimazione. «Il ministro della salute ha avuto un atteggiamento inqualificabile nei confronti dell'assessore regionale Lucia Borsellino: da lei ci aspettiamo maggior rispetto - ha aggiunto Digiacomo - non bisogna agire facendo cadere le teste nel campo altrui. Per esempio trovo paradossale che la Lorenzin non mi permetta di fare ancora i bandi di concorso per le assunzioni, e se io copro dei buchi in organico vengo denunciato alla Corte dei Conti». Ed ancora il presidente della Commissione Sanità: «In Sicilia i soldi per la Sanità ci sono, e sono tanti. Si possono fare assunzioni e acquistare macchinari». Digiacomo ha attaccato i commissari che non spendono: «Devono agire come se avessero davanti un mandato di 20 anni - ha aggiunto - non hanno alibi, se hanno accettato, e nessuno li ha obbligati, devono lavorare, altrimenti ne traggano le conseguenze». Intanto, come detto è stata costituita a Catania, dai i 45 direttori delle Rianimazioni siciliane, la Consulta regionale dei direttori di Anestesia e rianimazione. Segretario è stato eletto il dottor Sergio Pinatudi, responsabili del reparto “Antonella Caruso dell'ospedale Garibaldi di Catania. Alla presentazione hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Commissione Sanità e l'assessore comunale Salvo Di Salvo. Il nuovo organismo intende «affrontare le questioni legate al governo del sistema anestesiologico-rianimatorio e dell'emergenza, facendo ‘retè». La Consulta vuole rappresentare «l'unione di professionisti sui quali incombe una responsabilità organizzativa, patrimoniale, terapeutica, medico-legale, etica e di aggiornamento degli uomini che gestisce». Ed è «in forza di questa responsabilità che rivendica il diritto di interloquire con chi detiene il potere decisorio, affinché attraverso l'interlocuzione possa porre all'attenzione i problemi concreti, vissuti sul campo da chi ha l'onere gestionale, utile per l'adozione di decisioni politiche adottate alla luce non solo di legittimi interessi di parte ma anche e soprattutto concludenti ai fini della migliore assistenza possibile». Tra gli obiettivi primari «rassicurare il cittadino attraverso percorsi di scelta sanitaria condivisi da tutti gli operatori del sistema Urgenza-Emergenza». Ma anche l'evoluzione dei sistemi di diagnosi e cura; l'applicabilità di raccomandazioni e linee guida; la correttezza delle disposizioni di riduzione dei tempi di ricovero; l'etica dei criteri di dimissioni e accettazione dei pazienti; la distribuzione delle risorse sanitarie in abito territoriale; la correttezza di distribuzione e la concentrazione dei flussi di patologia. «Affrontati in maniera unitaria - sottolinea la Consulta - da parte di chi opera quotidianamente scelte concrete per essere sottoposti e confrontarle con chi detiene il potere di scelta».

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