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Muos, si riaccende lo scontro con gli Usa la procura di Caltagirone ordina il sequestro

Il provvedimento disposto per violazione del vincolo paesaggistico
Di Redazione

CALTAGIRONE - La procura di Caltagirone ha ordinato il sequestro dell'impianto satellitare Usa Muos nella riserva di contrada Ulmo a Niscemi (Caltanissetta). Il provvedimento fa seguito alla decisione del Tar di Palermo che aveva accolto i ricorsi dei No-Muos contro la prosecuzione dei lavori di realizzazione dell'impianto di telecomunicazioni nella base americana. Il sequestro è stato disposto dal Gip Salvatore Ettore Cavallaro su richiesta del procuratore di Caltagirone, Giuseppe Verzera, per violazione del vincolo paesaggistico di inedificabilità assoluta presente in una riserva naturale, al quale sono sottoposte anche le costruzioni di carattere militare.   Il provvedimento è stato già notificato al comandante del contingente militare statunitense presente nella base di Sigonella. L'esecuzione è del nucleo di polizia giudiziaria della Polizia municipale della Procura di Caltagirone. Il provvedimento riaccenderà sicuramente lo scontro con le autorità militari statunitensi che in questi anni hanno avvito e proseguito i lavori di costruzione dell'impianto satellitare che fa parte di un sistema di controlli che prevede quattro stazione di terra: quella di Niscemi, appunto e, una in Australia, uno alle isole Hawaii e una in Virginia negli Usa. Sin dall'installazione delle prime antenne in Sicilia sono sorte proteste contro i rischi dell'inquinamento elettromagnetico di questi impianti e sia per il pericolo di militarizzazione del territorio isolano con la nascita dei comitati No-Muos.   Solo pochi giorni fa una delegazione del Movimento 5 Stelle era riuscita ad avere i permessi per entrare nella base e verificare che, almeno secondo quanto riferito da parte americana, i lavori del Muos sono attualmente sospesi. Uno sospensione che evidentemente non ha convinto la procura di Caltagirone che ha deciso di mettere i “sigilli” giudiziari alla struttura.   «È la notizia che aspettavamo, rende giustizia a chi ha lottato in questi anni per fermare il Muos, sono contento e anche i cittadini di Niscemi lo sono», ha detto il sindaco di Niscemi Franco La Rosa appena appresa la notizia del sequestro. La Rosa ha aggiunto: «Abbiamo sempre riposto fiducia nella magistratura, un po' meno nella politica, a cui chiediamo di fare passi indietro, bloccare il Muos e trasferirlo in una zona senza abitanti. Al posto dell'impianto satellitare spero che venga realizzato un ecomuseo delle Scienze, che attragga turisti qui a Niscemi». Poi riferendosi alla manifestazione nazionale il programma il 4 aprile a Niscemi, il sindaco ha spiegato che dice: «Sarà una giornata di festa, passeggeremo nella Sughereta, respirando i profumi della natura».   Anche il sindaco di Caltagirone Nicola Bonanno ha espresso il suo «plauso all'azione della magistratura, che per far rispettare la legge non ha esitato a scendere coraggiosamente in campo, ancora una volta, contro i poteri forti». «Questo provvedimento - ha detto ancora Bonanno - rende giustizia alle ragioni del territorio e della sua battaglia, portata avanti con coraggio e determinazione. Speriamo di avere scritto la parola fine a questa vicenda e che non si registrino ulteriori tentativi di attentare al sacrosanto diritto alla salute delle nostre comunità».   Soddisfatta pure Concetta Gualato, presidente del comitato Mamme no Muos: «Siamo entusiasti, la legge è dalla nostra parte. I politici che fino ad oggi sono scesi a compromessi devono farsene una ragione. Il Muos è pericoloso ed abusivo».

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