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L'ex deputato regionale Mineo condannato a 8 anni e 2 mesi condannato a 8 anni e 2 mesi

L'ex parlamentare di Grande Sud era imputato per intestazione fittizia aggravata (per cui ha avuto cinque anni di reclusione) e peculato per l'uso dell'auto del Comune (tre anni e due mesi)
Di Redazione

PALERMO - L'ex deputato regionale di Grande Sud, Franco Mineo, è stato condannato a otto anni e due mesi dalla quinta sezione del Tribunale di Palermo. Mineo era imputato per intestazione fittizia aggravata (per cui ha avuto cinque anni) e peculato per l'uso dell'auto del Comune (tre anni e due mesi). Un altro imputato, Angelo Galatolo, è stato condannato a cinque anni per intestazione fittizia aggravata, mentre è stato assolto dall'associazione mafiosa. Prescritte le accuse di malversazione per Settimo Trapani e Mineo. I pm Piero Padova e Dario Scaletta avevano chiesto 16 anni per Galatolo, 8 per Mineo e 8 mesi per Trapani. Mineo è stato invece assolto dalle accuse di usura e di peculato per l'uso di un telefono del Comune. Mineo e Galatolo sono stati interdetti in perpetuo dai pubblici uffici ed è stata anche ordinata la confisca di tre immobili. L'indagine nasce dalla perquisizione fatta nello studio commerciale Franzone che aveva tra i suoi clienti la famiglia Galatolo. Due titolari dello studio Domenico e Filippo rischiano l'inchiesta per falsa testimonianza. Il Tribunale ha infatti deciso di inviare gli atti in procura. Nel corso della perquisizione gli inquirenti trovarono un passaggio di proprietà che provava la compravendita di alcuni immobili in cui, sotto al nome dell'acquirente, c'era scritto: «Compra Angelo G. ». Le visure catastali hanno dimostrato che i locali erano di proprietà di Mineo, una circostanza che ha convinto la Dia che l'ex parlamentare aveva in realtà acquistato per conto di Galatolo, a cui durante il processo è stata contestata anche l'associazione mafiosa, da cui poi è stato assolto. Dopo le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia ascoltati in dibattimento e in particolare di Angelo Fontana, gli investigatori avevano ritenuto infatti che l'imputato, mentre i componenti della sua famiglia erano in carcere, si occupava di tenere la cassa del mandamento e di incassare i proventi delle estorsioni. Accusa respinta dal collegio. Prescritta la malversazione in concorso tra Mineo e l'ex presidente della Onlus Caput Mundi Settimo Trapani: secondo l'accusa i finanziamenti destinati alla fondazione sarebbero stati usati per le spese elettorali di Mineo.

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