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Catania, scempio alla Villa Bellini Il Comune annuncia nuovi lavori

Il comitato «Sos Villa Bellini» torna all'attacco, per denunciare, ancora una volta, lo stato di abbandono in cui versa il giardino storico di città GUARDA LE FOTO

Di Pinella Leocata

CATANIA - Il comitato «Sos Villa Bellini» torna all'attacco, per denunciare, ancora una volta, lo stato in cui versa il giardino storico di città il cui «restauro», nonostante sia costato 15 milioni di euro, non solo non è stato completato, ma a loro avviso, ne fa persino rimpiangere la condizione precedente. La Casina e il Labirinto Biscari - le strutture originarie del giardino privato del principe - non sono state restaurate e la precedente amministrazione ha dovuto chiedere ulteriori fondi per provvedervi. Le condizioni del Palco della Musica - costruito in stile moresco e inaugurato nel 1883 - sono penose, «ridotto ad una sorta di rudere».  

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Ancora. Il comitato «Sos Villa Bellini» rinnova, per l'ennesima volta, la richiesta di sapere se è stata fatta la rendicontazione delle spese sostenute - con fondi europei - per il «restauro» e da dove sono stati presi i 3 milioni, cioè il 20% del finanziamento complessivo, che il Comune ha dovuto restituire alla Ue per ritardi vari e perché la Giunta Scapagnini che ha bandito l'appalto non lo ha pubblicizzato a livello europeo, come avrebbe dovuto fare. Né si è saputo nulla della Commissione d'indagine amministrativa di cui avrebbero dovuto fare parte i consiglieri di tutti gli orientamenti politici. Infine un'ultima notazione negativa sull'«assenza totale di “forze pensanti” dal mondo universitario e da quello degli ordini professionali competenti, oltre che a quelle associazioni che dovrebbero, a parole, tutelare i beni storici e paesaggistici preferendo le iniziative istituzionalizzate e un complice silenzio».  

 

Attacchi cui l'assessore comunale al Verde Saro D'Agata risponde non solo rivendicando «il buon livello di pulizia in cui è tenuto il giardino, l'erba scerbata e i grandi alberi messi in sicurezza, come facciamo periodicamente», ma annunciando i lavori prossimi venturi. Il Comune, amministrazione Stancanelli, aveva chiesto alla Regione ulteriori 7 milioni di euro per ricostruire la Casina Cinese e per il restauro del criptoportico, il portico sotterraneo che, con la sua ramificazione di gallerie, si estende da sotto il Palco della Musica fino a piazza San Domenico. La Regione ha assegnato i fondi e adesso si attende che il Genio Civile promuova una conferenza speciale dei servizi che valuti tutta la documentazione del progetto e lo approvi. Completato questo passaggio, previsto in tempi brevi, si passerà al bando di gara per l'assegnazione dei lavori, bando che l'assessore D'Agata assicura sarà pubblicato entro quest'anno.  

 

Non solo. La Giunta Bianco intende utilizzare questi fondi anche per «rivisitare» la pavimentazione del piazzale centrale improvvidamente ricoperto di sabbia che si solleva d'estate mentre d'inverno, con le piogge, si trasforma in un pantano dove scorrono rigagnoli che si fanno strada tra le «dune». Una soluzione che rende lo spazio poco praticabile, oltre che brutto. Di qui l'idea di irreggimentare l'acqua piovana a monte e di convogliarla nel canale che scorre sotto il grande piazzale e di qui in una grande vasca. Questo non soltanto renderà agibile il grande piazzale, ma consentirà il potenziamento dell'impianto antiincendio più volte sollecitato dai vigili urbani come indispensabile per potere utilizzare lo spiazzo per grandi manifestazioni.

 

Ora, poiché questi lavori non sono inclusi nel progetto approvato, l'amministrazione dovrà fare un nuovo appalto e s'impegna a fare in modo che tutti i lavori procedano contemporaneamente per non perdere ulteriore tempo. In particolare va detto che la Casina Cinese sarà ricostruita com'era utilizzando anche le poche parti scampate all'incendio doloso che l'ha distrutta perché erano in restauro. Per quanto riguarda il criptoportico saranno consolidate le volte non solo della costruzione circolare al centro dell'area su piazza San Domenico, ma anche quelle delle gallerie che lo raggiungono dalla secentesca Casina Biscari, oggi in parte utilizzata per uffici. Inoltre saranno ricostruite le «bocche di lupo» da cui questi spazi prendevano aria. Alcune sono state riaperte con il restauro, altre sono state scoperte ispezionando queste gallerie dall'interno. Infine la pavimentazione in terra battuta sarà ricoperta da un tavolato in legno, con supporti in ferro, in modo da rendere questi spazi fruibili in sicurezza. L'idea dell'amministrazione, infatti, è di utilizzarli per ospitare piccole iniziative e degustazioni gastronomiche.  

 

Da ultimo, per quanto riguarda il Chiosco della Musica, l'assessore assicura che verrà fatto un sopralluogo per valutarne lo stato e le eventuali iniziative da prendere. Intanto una parte è transennata per evitare che i frequentatori del Giardino possano correre rischi dalla caduta dei vetri delle bolle dell'illuminazione che i vandali hanno rotto.

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