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Caltanissetta

Nisseno infettò 32 donne con l'HIV La Cassazione: 22 anni non bastano

Di Fabio Russello

I giudici della I sezione penale della Cassazione hanno confermato la responsabilità di Valentino Talluto nel contagio con l’Hiv delle sue partner in seguito a rapporti sessuali non protetti. Accogliendo i ricorsi delle parti civili i giudici della Suprema Corte hanno anche disposto un nuovo processo davanti a un’altra sezione della Corte d’Appello che dovrà valutare se aggravare la pena in relazione a quattro episodi che gli erano stati contestati e dai quali era stato assolto in Appello.
A presentare il ricorso in Cassazione oltre allo stesso Talluto, erano state alcuni parti civili e la Procura Generale della Capitale che chiedeva di riconoscere l’epidemia dolosa. Richiesta non accolta sia dal Pg che dai giudici della I sezione nella sentenza pronunciata oggi pomeriggio.

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Talluto era stato condannato in primo grado il 27 ottobre del 2017 a 24 anni di carcere quando i giudici lo avevano riconosciuto colpevole del reato di lesioni gravissime ma non di quello di epidemia dolosa. L’11 dicembre 2018 la pena era poi stata ridotta in Appello a 22 anni per lesioni gravissime con dolo eventuale e assolto dalla Corte d’Assise d’Appello per 4 casi di ragazze che secondo l’accusa erano state contagiate da lui. Ora un nuovo processo dovrà rivalutare le assoluzioni.  

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