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Interruzione su A19 e la "bretella trazzera", Musumeci se la prende con l'Anas

Caltanissetta

Interruzione su A19 e la "bretella trazzera", Musumeci se la prende con l'Anas

Di Gandolfo Maria Pepe

Resuttano (Caltanissetta) - Sicilia tagliata in due per i trasporti anche ieri, dopo la giornata infernale di martedì, con il percorso alternativo all’autostrada A 19 direzione Catania chiuso al traffico dallo scorso 20 dicembre (per i mezzi superiori alle 3,5 tonnellate, che attraversano le Sp 19, 10, 72, 112 e un pezzo della statale 112 ed i centri abitati di Resuttano e Santa Caterina) riaperto definitivamente al traffico alle 15.30. Martedì alle 10 un Tir della “Bm service”, con 30 tonnellate di rifiuti, è uscito di strada, bloccando la trazzera alternativa. Dietro tutti gli altri mezzi pesanti che nel frattempo arrivavano sono rimasti bloccati. Meglio è andata ai grossi automezzi bloccati a Resuttano, 6 chilometri prima dell’interruzione, fatti tornare indietro a riprendere l’autostrada, dirottati allo svincolo di Tremonzelli e dopo avere percorso le Ss 120 e 117 rientrati in autostrada allo svincolo di Mulinello. Resuttano e lo svincolo autostradale sono stati invasi da decine di mezzi pesanti. Le operazioni di rimozione del Tir sono andate avanti fino a notte, quando sono arrivate due gru private da Palermo. Il mezzo è stato svuotato dei rifiuti e rimesso in carreggiata ieri mattina dopo le 7. Il traffico è stato riaperto completamente alle 15.30, dopo che sono stati caricati tutti i rifiuti su quattro camion ed eseguiti i primi urgenti lavori di messa in sicurezza della strada. Dalle 7 alcuni mezzi sono riusciti a transitare.

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Una notte terribile per gli autotrasportatori, rimasti al freddo. Accesi dei falò, il Comune di Resuttano ha fornito acqua, panini e pizza. Martedì notte il comitato provinciale della Croce Rossa ha costruito un campo di emergenza, portando bevande calde, alimenti e coperte per gli autisti. Sul posto Protezione Civile, Carabinieri, Polizia, funzionari Anas e del Libero Consorzio. Queste strade del percorso alternativo all’autostrada - dopo la chiusura del viadotto Cannatello ai mezzi pesanti non si conosce una data possibile per la riapertura - non sono idonee. Si tratta di trazzere in gran parte sterrate e il sindaco di Resuttano, Rosario Carapezza, dal primo giorno ha lanciato appelli, perché teme possa accadere qualcosa di grave.

I disagi registrano anche l'indignazione del governatore siciliano Nello Musumeci che si scaglia contro l'Anas: «E' inconcepibile e irriguardoso che, per l’ennesima volta, l’Anas dimostri di non avere rispetto per la pazienza dei siciliani». «Le nostre autostrade - sottolinea il presidente della Regione Sicilia - continuano a cadere a pezzi nella impotenza di chi dovrebbe assicurarne la piena efficienza. Ho grande rispetto per i vertici siciliani dell’azienda di Stato, ma a Roma debbono capire che nell’Isola siamo stanchi della politica del "rappezzo", un modus operandi che non ha né capo né coda, che denuncia una totale mancanza di strategia e che vive soltanto di soluzioni tampone, rivelatesi spesso inadeguate e rischiose. Voglio escludere la mala fede - aggiunge Musumeci - ma, proprio per questo, non posso che ribadire, ancora una volta, l’assoluta inadeguatezza dell’Anas ad affrontare e risolvere problemi infrastrutturali provocati da almeno quarant'anni di mancata manutenzione. E’ arrivato il momento che questa lunga stagione di colpevole incuria si chiuda per sempre e che, con urgenza, comincino ad arrivare quelle risposte che lo Stato deve alla Sicilia.

L'Anas ha a sua volta risposto a Musumeci negando con fermezza di perseguire una politica «del rappezzo». "Anzi, precisa che la Direzione Operation nazionale e la direzione regionale siciliana di Anas hanno predisposto fin dal 2017 un piano di manutenzione straordinaria dell’A19 articolato e completo che prevede investimenti pari a 850 milioni di euro lungo tutta l’arteria, in parte già eseguiti, e più in generale, un piano di manutenzione programmata di tutta la rete stradale siciliana per il quale sono previsti 1,1 miliardi di euro, dei quali circa 180 milioni in interventi già attivi e 600 milioni per interventi di prossima attivazione", prosegue la nota.  

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