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“Furbetti” del cartellino scoperti all’ospedale di Gela: 7 misure cautelari

Di Redazione |

Gela (Caltanissetta) – La polizia di Gela ha scoperto sette furbetti del cartellino. Sono dipendenti dell’ospedale Vittorio Emanuele, sospesi per un anno dal lavoro e con l’obbligo di firma. I poliziotti del Commissariato, su delega della Procura di Gela, hanno eseguito l’ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa dal Gip del Tribunale, nei confronti di sette dei diciotto indagati nell’ambito di una inchiesta in cui sono state contestate diverse condotte di truffa aggravata, connotate dall’abuso di prestazione d’opera e in violazione dei doveri inerenti all’esercizio di un pubblico servizio, unite dal vincolo della continuazione del reato. 

I dipendenti sono stati ripresi e seguiti dopo aver timbrato il badge per l’ingresso e poi uscire a fare incombenze personali, come recarsi al supermercato. La denuncia di un utente che ha lamentato inefficienze ha fatto scattare l’indagine che copre i mesi gennaio e febbraio 2020. “Si mescolano soddisfazione per il risultato investigativo e tristezza perchè ha riguardato impiegati pubblici infedeli e che avrebbero mancato al proprio dovere di servizio verso i cittadini – afferma il questore di Caltanissetta, Emanuele Ricifari -. Esprimo apprezzamento per gli investigatori perchè fare indagini in un contesto pubblico non è facile tantomeno a Gela”. COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA