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Catania

Offese in tv a Falcone e Borsellino, "Scarface" si scusa: «La mafia è merda»

Di Mary Sottile

Paternò (Catania) - «Voglio chiedere scusa a tutta Italia e alle famiglie Falcone e Borsellino». Sono le prime parole pronunciate da Leonardo Zappalà, il cantante neomelodico paternese, finito al centro della ribalta nazionale dopo le infelici quanto gravi parole pronunciate durante la prima puntata di “Realiti”, il programma di Rai2, condotto da Enrico Lucci.

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«Queste persone che hanno fatto queste scelte di vita, le sanno le conseguenze. Come ci piace il dolce ci deve piacere anche l’amaro», ha detto Zappalà nel corso della puntata, alla domanda di Lucci mentre sul maxi schermo andava in onda una foto dei giudici Falcone e Borsellino. Parole amare, suonate come un giustificare l’agire vendicativo della mafia, contro uno Stato che vuole affermare il principio di giustizia a contrasto di ogni forma di criminalità. La reazione dell’intera Italia è stata deflagrante. Per Leonardo non più i “like” su Facebook e Instagram, ma decine di migliaia di insulti e minacce; anche la Rai ha pagato lo scotto di aver osato tanto, con il programma trasferito in seconda serata, la puntata cancellata su Raiplay, un’indagine interna ed un’inchiesta avviata dalla magistratura catanese.

Ma chi è Leonardo Zappalà? “Scarface” è il nome che artisticamente ha scelto, solo un personaggio o è una parte di lui? Abbiamo deciso di incontrarlo per capire. Ci accoglie nella sua casa, insieme alla mamma, alle sorelle ed al cognato, Tony Trapani, anche lui cantante neomelodico ed autore delle canzoni di Leonardo. «È andato tutto storto – ci dice Leonardo -. Io ero andato lì per parlare di musica non di antimafia. Loro mi hanno frainteso. Io volevo dire che combattendo questo soggetto chiamato mafia, andavano incontro anche a dei rischi. Che dovevano sconfiggere la mafia. Nel camerino mi avevano portato un copione, con le domande in ambito musicale, quando mi sono seduto nel trono mi hanno parlato di mafia, mi hanno preso alla sprovvista. Io non sono un mafioso. Ho un personaggio negativo, ma io fuori sono un’altra persona. Anche per i soldi, sono di mia mamma, mi faccio le foto per “spacchiarimi”».

Tentiamo di entrare nel mondo di Leonardo, un 19enne che, come dice la mamma, non ha voluto mai studiare, prendendo la terza media da esterno e che non lavora. Leonardo non ha neanche avuto una vita facile, il padre è morto quando lui era ancora un bambino e la mamma, da sola, ha dovuto tirare su tutta la famiglia. A bruciapelo gli chiediamo: Leonardo cosa pensi della mafia? «Per me la mafia è una merda». «Nella nostra famiglia non esistono queste cose – gli fa eco la mamma –, mio marito era una persona splendida». «È che tutti sono convinti che la canzone napoletana è malavita – evidenzia ancora Leonardo -, ma non è vero, perché il cantante canta l’amore, il tradimento, la vita sociale. Tutto canta il neomelodico, non perché fa una canzone di malavita è mafioso. Sono storie».

Ma come ha fatto Leonardo, semi sconosciuto al grande pubblico, da Paternò a finire in Rai? Ci racconta lui stesso com’è andata. «Mi hanno contattato per telefono dopo che hanno visto una mia foto su Facebook che ha fatto boom – dice Leonardo -, arrivata a 2 mila “mi piace”. Il 10 aprile sono, poi, venuti qui, mi hanno fatto l’intervista».

«C’ero pure io – aggiunge il cognato Tony Trapani -, sono entrati dicendo che era un’intervista a tutti i cantanti neomelodici qui in Sicilia. Poi chiedevano a Leo se il suo personaggio era nato con i soldi, e gli hanno chiesto di uscirli. Leonardo si imbarazzava perché non è così nella realtà. Gli hanno chiesto loro di fare il duro, fare le facce cattive. Di fare vedere i vestiti, ma poi non li hanno mandati in onda, come per Pandetta, perché Leonardo non veste firmato. Sul trono non doveva neanche esserci Leonardo, ma Pandetta che dalla Rai, poco prima della partenza, hanno bloccato in aeroporto». Incalziamo Trapani, chiedendogli se è sua la pistola che mostra nei video Leonardo. «È finta – risponde – è di plastica, è un giocattolo. Non ho amici mafiosi, frequento gente pulita e tranquilla. Mi hanno rovinato. Io non posso uscire. Esco ma mi vergogno un po’, perché sono convinti che sono mafioso. Io mai ci sono stato in queste esperienze. Io conosco solo la musica».

Leonardo Zappalà

il cantante neomelodico paternese, finito al centro della ribalta nazionale dopo le parole pronunciate alla Rai

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