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Catania, il medico del pronto soccorso: «Col ritardo nei tamponi i pazienti sospetti sono ingestibili»

Catania

Catania, il medico del pronto soccorso: «Col ritardo nei tamponi i pazienti sospetti sono ingestibili»

Di Giuseppe Bonaccorsi

Dottore qual è attualmente l’emergenza che state affrontando?

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Il medico di pronto soccorso, che vuole assolutamente mantenere l’anonimato, risponde: «Guardi al momento i pazienti Covid non sono tanti. E questo è già una fortuna anche se secondo quello che sostengono i superiori il picco in Sicilia potrebbe registrarsi ad aprile, forse alla metà di quel mese. Oggi, invece, la nostra emergenza sono le mascherine, che sono in numero assolutamente limitato, e i tamponi....I tamponi sono la vera emergenza» di questo periodo».

Perché?

«Perché noi riceviamo il referto di negatività o di positività addirittura sino a 24 ore e oltre dopo che è stato inviato per l’analisi...Comprendiamo che il laboratorio analisi del Policlinico di più non può fare. Mi dicono che lì lavorano da 12 a 14 ore al giorno. Di più che possono fare?».

Ma voi sapete per caso quanti analisti lavorano ai tamponi Covid?

«Non lo sappiamo. Si vocifera nei nostri ambienti che solo il responsabile e un analista ogni giorno trattano questi campioni... Ovviamente se questi fossero i numeri come si fa a pretendere che un risultato arrivi con tempestività? Ma quello che non capisco è come le autorità non comprendano che oggi la questione tamponi è la vera questione per controllare il virus. E siamo ancora su numeri bassi, figuriamoci quando - speriamo mai - i pazienti aumenteranno...».

Ma voi in genere quante ore attendete un risultato?

«In genere ci vogliono 4-5 ore per avere un risultato, ma tutto dipende dall’arrivo del paziente in ospedale e da quando viene inviato il tampone al laboratorio analisi. Se il tampone della notte viene inviato al mattino presto, mediamente dopo 5 ore abbiamo il responso. Ma se il paziente arriva nel pomeriggio e il tampone viene inviato alle 9 del mattino il rischio è che si arrivi ad attendere sino a 24 ore od oltre, col rischio che il paziente sospetto finisca per 24 ore a contatto con altri sospetti come lui».

In che senso? Ma è assurdo...

«Allora i posti Covid sono per definizione solo per pazienti positivi. Ma se un paziente sembra essere Covid, ma ancora non ha un tampone positivo dove lo mettiamo? Ecco che si pone un problema serissimo e delicatissimo perché addirittura potrebbe capitare di mettere un paziente sospetto nel reparto Covid e poi questo risulta negativo...E allora come la mettiamo? Per questo dobbiamo accelerare i tamponi perché rischiamo di aggravare una situazione di contagio già di per sé seria col rischio che un caso sospetto rimanga in pronto soccorso per 24 ore in attesa. Ora noi capiamo le difficoltà, ma se i pazienti sospetti dovessero aumentare noi rischiamo di andare in tilt e non ce lo possiamo permettere perché forse qualcuno non lo capisce ma anche i casi di influenza con questo sistema rischiano di diventare Covid».

Che tempi ci vogliono per un tampone?

«Attualmente circa cinque ore. In questo lasso d tempo noi possiamo gestire un sospetto. Lo mettiamo in una stanza isolata, cominciamo a fare la prima profilassi. Ma se i tempi si allungano diventa molto difficile la gestione».

Ma voi avete fatto presente questa gravissima difficoltà?

«E’ da tempo che lo abbiamo segnalato suppongo a tutti i livelli perché non spetta a me, ma onestamente non capiamo perché finora tutto è rimasto immobile. Dov’è la logica se in tutta Italia dicono che bisogna aumentare i tamponi?».

L’assessore regionale Ruggero Razza ha firmato una manifestazione di interesse per la selezione di laboratori privati per incrementare il numero di tamponi e accelerare i tempi.

«E’ una cosa positiva...Direi, però, meglio tardi che mai...Ma mi chiedo anche: come mai non ci hanno pensato prima? E’ da tempo che noi abbiamo lanciato l’allarme...Mha!».

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