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Caos nei pronto soccorso, indagine sulle attese delle ambulanze con i pazienti covid

Covid-19

Caos nei pronto soccorso, indagine sulle attese delle ambulanze con i pazienti covid

Di Giuseppe Bonaccorsi

In ambienti sanitari negli ultimi giorni si vocifera di una indagine dei carabinieri negli ospedali sui tempi di stazionamento delle ambulanze fuori dai reparti con pazienti Covid a bordo.

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Sembra che alcuni militari abbiano chiesto ad alcuni responsabili di fornire i tempi orientativi di attesa che intercorrono tra uno sbarellamento e un altro. Una situazione delicata che però sarebbe direttamente collegata al caos che ormai da giorni devono affrontare tutti i presidi di emergenza della città e della provincia che ospitano anche pazienti positivi. E’ chiaro che se le procedure di sbarellamento di un soggetto Covid sono lunghe per evitare che questo possa infettare tutti i pazienti ordinari che son in Pronto soccorso, anche i tempi di attesa delle ambulanze di dilatano esageratamente e diventano lunghissimi quando i posti disponibili in reparto non ci sono..

Insomma sembra come la storia del gatto che si morde la coda. Se le ambulanze non trovano posti disponibili in pronto soccorso per affidare il paziente ai colleghi dei reparti a questo punto stazionano anche ore prima di poter concludere il soccorso.

Non sappiano cosa ci sia di vero dietro queste indiscrezioni, ma quello che oggi preoccupa maggiormente è lo stato di ingolfamento dei pronto soccorso che continua senza tregua e che si ripercuote anche su tutta la macchina dei soccorsi..

Solo ieri erano 18 i malati Covid in attesa, al pronto soccorso del Policlinico, di ricovero nei reparti che continuano ad essere in sofferenza per mancanza di letti che non bastano mai. Perché man mano che se ne creano di nuovi, tempo 1,2 giorni finiscono con l’essere tutti occupati.

Lo stesso scenario si registra al Cannizzaro dove l’Osservazione breve è stata tramutata in reparto di prima accoglienza Covid con 16 letti. Negli ultimi giorni oltre ai 16 letti dell’Obi il pronto soccorso si è trovato a dover gestire altrettanti pazienti in attesa di soccorso. Al Cannizzaro forse già entro domani, martedì, verrà aperto un altro reparto Covid nelle stanze della ex Pneumologia. Altri 20 posti letto, che porteranno la dotazione complessiva del Cannizzaro a oltre 100 posti complessivi, con 85 letti di degenza ordinaria, 16 nell’Obi del pronto soccorso e 7 in rianimazione.

Intanto nei prossimi giorni si attendono anche le linee guida per i ricoveri. Sembra che una delle problematiche di questa nuova emergenza pandemica sia causata dai pazienti ricoverati che potrebbero essere rimandati a casa, ma nessuno di azzarda a fare le dimissioni perché si tratterebbe in prevalenza di pazienti fragili, anziani e bisognosi di cure. Il primario del reparto di Malattie infettive, Carmelo Iacobello sta studiando insieme alla commissione di cui fa parte a livello nazionale, disposta dall’Agenas, proprio le linee guida per cercare di liberare quanti più posti letto nei reparti, per destinarli ai positivi più gravi. Sembra che ci sia anche un progetto per la telemedicina a distanza che potrebbe fornire un valido apporto a tutta la macchina organizzativa perché se i numeri di chi continua a ricorrere ai pronto soccorso continueranno ad essere quelli degli ultimi giorni quersta rischia entro breve di andare completamente nel pallone.

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