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Covid-19

Il commissario Covid: «Macché caso Catania! Abbiamo più contagi perché facciamo più tamponi»

Di Giuseppe Bonaccorsi

Commissario Liberti, per l’ennesima volta Catania è stata la prima città d’Italia per nuovi positivi giornalieri. E i numeri rischiano di far slittare la zona bianca...

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«Non capisco perché alcuni giornalisti abbiano il pallino fisso di insistere su questo fronte. La verità è che abbiamo più positivi perché quello che avviene a Catania non si verifica in nessun’altra parte d’Italia...».

Lei allude al fatto che Catania è più meticolosa di altre aree della penisola nella ricerca dei contagiati?

«Io dico - e anche lei può informarsi con chi le pare - che nessuno fa i tracciamenti come li facciamo noi. Nessuno ha una mole di addetti che in maniera capillare sul territorio tracciano le persone e individuano i possibili nuovi contagiati. Se questo è diventato un problema, un difetto, domani faccio diventare Catania Covid free. Non faccio più tamponi e si vedrà che in un giorno i nuovi casi crolleranno..».

Insomma lei sostiene che Catania fa più tamponi di tutta Italia...

«Io dico questo e aggiungo che noi abbiamo l’aeroporto più popolato del centro sud e abbiamo una concentrazione di centri commerciali che non ha pari in Europa».

Secondo lei Catania allora deve chiudere e diventare zona rossa?

«Non dico questo. Ma certo non possiamo avere colpe se troviamo più positivi degli altri».

Lei non sostiene, però, che questo trend di positività costante possa essere addebitato ad altri fattori? Ad esempio al mancato rispetto delle regole e al fatto che le zone rosse non funzionano? Oppure al fatto che Catania ha ancora quasi 30mila over 80 non vaccinati?

«Allora bisognerebbe prendersela con la movida, con le persone che non rispettano le regole e si assembrano, anziché con noi che facciamo il nostro dovere e andiamo a scovare quanti più positivi possibile... Quanto alle zone rosse sappiamo bene che queste purtroppo senza l’Esercito non funzionano. Così ancora a Scordia abbiamo 72 nuovi positivi nell’ultima settimana a fronte dei 103 di Catania».

In proporzione al numero di abitanti rispetto a Catania Scordia è rossissima...

«Ieri il sindaco di Scordia ha riferito di aver chiamato l’Esercito. Ma non è che si può pensare di mettere un soldato per ogni appartamento. Per abbassare i contagi molta responsabilità dipende dall’oculatezza dei cittadini che non rispettano le regole. E inoltre, come ho giù avuto modo di dire, il maggior numero dei casi giornalieri li stiamo trovando in alcuni comuni e non in città. E sospettiamo che nella cosiddetta movida molti giovani non siano neanche di Catania città, ma provengano dai paesi della provincia».

Allora la colpa di questi numeri è da addebitare o no a un sistema che non funziona?

«Noi più di quello che abbiamo insistentemente detto sul rispetto delle regole e sui controlli cosa possiamo fare? E ripeto non possiamo far diventare questa terra uno stato di polizia».

Poi come ciliegina sulla torta ci sono gli anziani, soprattutto gli over 70 e 80 e una parte di questi che non vuole vaccinarsi....

«Al momento gli anziani non finiscono in ospedale. la stragrande maggioranza dei nuovi positivi è composta da ragazzi che non finiscono in ospedale. E l’età media è di 40 anni...».

Il problema è che poi questi ragazzi vanno dal nonno e quest’ultimo magari finisce in ospedale, come sostiene anche il suo collega, il primario Iacobello...

«Questo può essere vero, ma al momento non abbiamo una nuova emergenza. E il dato vero è che la gente si sta vaccinando. Negli ultimi giorni abbiamo fatto in provincia 13mila vaccinazioni ogni 24 ore. E sono quasi certo che con l’aiuto dei medici di famiglia riusciremo a invertire il trend, sempre che arrivino i vaccini...».

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