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Salvini indagato, da oggi a Palermo
al lavoro il Tribunale dei ministri

La vicenda della Nave Diciotti, al ministro dell'Interno e vicepremier contestato il reato di sequestro di persona aggravato. In ballo anche la competenza territoriale dell’inchiesta: il fascicolo potrebbe essere inviato a Catania

Salvini indagato, da oggi a Palermoal lavoro il Tribunale dei ministri

Matteo Salvini

PALERMO - Da oggi al lavoro i giudici del Tribunale dei ministri di Palermo che dovranno decidere le sorti dell’inchiesta a carico del ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini, indagato per sequestro di persona aggravato nell'ambito della vicenda che ha riguardato la nave Diciotti della Guardia costiera. La Procura di Palermo ha trasmesso venerdì pomeriggio gli atti al Tribunale dei ministri chiedendo ai giudici di svolgere le indagini preliminari nei confronti di Salvini. Da oggi ed entro 90 giorni il Tribunale dei ministri deciderà le indagini da svolgere.

La Procura di Agrigento aveva contestato a Salvini e al capo di Gabinetto del Viminale, Matteo Piantedosi, i reati di sequestro di persona, sequestro di persona a scopo di coazione, arresto illegale, abuso d’ufficio e omissione d’atti d’ufficio. La Procura di Palermo ha modificato i reati contestati, l’unico che resta è il sequestro di persona aggravato. Esce di scena anche il capo di gabinetto Matteo Piantedosi.

Il Tribunale dei ministri è la sezione specializzata del tribunale ordinario competente per i reati commessi dal presidente del Consiglio e dai ministri nell'esercizio delle loro funzioni. La materia è regolata dalla legge costituzionale 16 gennaio 1989, n. 1, che ha modificato, tra gli altri, l’art. 96 della Costituzione il quale prevede che «il Presidente del Consiglio dei ministri e i ministri, anche se cessati dalla carica, sono sottoposti, per i reati commessi nell'esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione del Senato della Repubblica o della Camera dei Deputati, secondo le norme stabilite con legge costituzionale».

Il presidente del Tribunale dei ministri di Palermo è Fabio Pilato, 52 anni, che fino a a poco tempo fa aveva ricoperto la carica di giudice tutelare proprio presso il Tribunale di Palermo. Qui è stato tra gli ideatori del protocollo d’intesa siglato insieme con l’amministrazione comunale di Palermo per garantire l’accompagnamento ai minori sbarcati da soli sulle coste siciliane. Prima ancora si è anche occupato di rifugiati e riconoscimento di status e protezione sussidiaria. L’altro giudice è Filippo Serio che proviene dal Tribunale del Riesame. Nel 2011 il suo nome è finito in una lista nera di "amici degli immigrati" pubblicata su un sito neonazista (Stormfront). Il suo nome finì su quella lista perché aveva annullato la misura cautelare per un migrante perché l'ordinanza non era stata tradotta in lingua inglese. Inoltre il giudice è stato anche in prima linea nelle inchieste sulle spese pazze dell’Assemblea regionale siciliana. Infine c'è Giuseppe Sidoti, che ha una esperienza di magistrato fallimentare.

Il Tribunale dei ministri, entro 90 giorni, compiute indagini preliminari e sentito il pubblico ministero, può decidere l'archiviazione - non impugnabile - oppure la trasmissione degli atti con una relazione motivata al pm, affinché chieda l’autorizzazione a procedere alla Camera di appartenenza dell’inquisito. Nel caso di Salvini la competenza è del Senato. Secondo quanto previsto dalla legge, la Camera competente può, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, negare l’autorizzazione a procedere ove reputi, con valutazione insindacabile, che l’inquisito abbia agito per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante ovvero per il perseguimento di un preminente interesse pubblico nell'esercizio della funzione di governo.

Il Tribunale dei ministri potrebbe sentire l’indagato, Matteo Salvini, che nei giorni scorsi si è detto disponibile a venire «a Palermo anche a piedi». Alcune testimonianze acquisite dalla polizia sono state già trasmesse col fascicolo inviato dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi al Tribunale dei ministri.

C'è attesa anche sulla competenza territoriale dell’inchiesta. Il fascicolo potrebbe essere inviato a Catania. I giudici stabiliranno quale sarà la competenza. Da capire dove si trovava la Diciotti quando è partito il divieto di sbarco, se nelle acque di Lampedusa o in quelle di Catania dove poi è attraccata. In caso di trasferimento degli atti a Catania, bisognerà ricominciare tutto.

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