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Vittoria, fedeli in trincea: «No a foto
in chiesa di sposi con il rito civile...»

Coppie si giurano amore in sede distaccata del Municipio, e poi si fanno immortalare nel tempio dedicato alla Madonna delle Grazie: ed ora si rischia un "incidente istituzionale" fra la Curia e il Comune.

Vittoria, fedeli in trincea: «No a fotoin chiesa di sposi con il rito civile...»

VITTORIA - Si sposano nella sala “Giudice” col rito civile e dopo vanno a fare le foto di matrimonio nella chiesa della Madonna delle Grazie, distante dal Chiostro appena una decina di metri. All'uscita, naturalmente, il rituale lancio del riso beneaugurante per gli sposi. Un andazzo che ha creato non poco fastidio in alcuni fedeli della chiesa che ci hanno voluto segnalare il peccato ma non il peccatore. E che di conseguenza rischia di creare imbarazzo nella chiesa vittoriese; tanto imbarazzo che potrebbe richiedere persino il coinvolgimento più alto del vescovo Carmelo Cuttitta.

Un problema creatosi da quando la Commissione governativa che amministra la città ha deciso di non far celebrare matrimoni civili nella sala degli Specchi (forse per evitare l’ingresso in Municipio di persone indesiderate) e di mettere a disposizione l’ex convento della Grazie, prima luogo di culto, adesso sede civile che ospita manifestazioni culturali, eventi artistici ed esposizione di mostre. Dalla nuova Casa del popolo, che sarebbe la sede distaccata del Municipio, alla Casa di Dio, chiesa della Madonna delle Grazie, la distanza è pochi metri.

Gli sposi si giurano amore eterno nella sala “Giudice” e poi con parenti e fotografi al seguito si vanno a immortalare ai piedi dell’altare della chiesa. Vada la prima volta, passi la seconda, ma alla terza la provvisorietà diventa consuetudine e allora si rischia l’incidente istituzionale fra Chiesa e Comune. I fedeli e assidui frequentatori della chiesa delle Grazie mugugnano; non sopportando la situazione si sarebbero rivolti a don Salvo Converso, che oltre a essere l’arciprete della Basilica di San Giovanni è anche il responsabile della chiesa delle Grazie da quando il polacco padre Roberto è stato trasferito alla chiesa Madonna di Porto Salvo di Scoglitti. La vicenda viene tenuta nel massimo riserbo, ma secondo indiscrezioni l’arciprete Converso avrebbe interessato del caso la Commissione governativa senza ottenere alcuna risposta.

Cosa succederà al prossimo matrimonio civile? Ce n’è uno fissato per il 21 dicembre, tanto che un evento culturale richiesto in concomitanza è stato rinviato per dare priorità al matrimonio. In passato s’è verificato che attività culturali organizzate dal Comune abbiano disturbato le funzioni religiose della chiesa. Adesso invece sono gli sposi della sala “Giudice” a creare problemi nel luogo di culto.

Per la cronaca va detto che da quando l’Antico Convento dei Frati Minori è stato restituito al suo antico splendore, si è posto il problema della gestione condivisa degli spazi comuni. Il parroco pro tempore don Vittorio Pirillo e l’ex sindaco Giuseppe Nicosia erano riusciti a trovare un accordo affinché le manifestazioni dell’una non disturbassero le attività dell’altra istituzione. E ora?

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commenti 2
  • pulsar

    01 Dicembre 2018 - 17:05

    .........................PER EVITARE L"incidente istituzionale" fra la Curia e il Comune. ..........SI SUGGERISCE AGLI............ sposi, che si giurano amore eterno......... DI DIRIMERE IN MODO DIPLOMATICO LA "Vexata quaestio" , RICORRENDO AI DIRITTI DELLA STOLA BIANCA, CIOE' ELARGENDO UN CONGRUO OBOLO ALLA ............CURIA

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  • ASTOLFO

    05 Dicembre 2018 - 21:09

    Non si spiega nell'articolo per quale ragione gli sposi, dopo aver legittimamente scelto un cerimonia laica, perché non credenti, si facciano fotografare in chiesa, rinnegando pochi minuti dopo averla ostentata la scelta irreligiosa. A meno che non si tratti di divorziati che vogliano fingere un matrimonio religioso che non può esserci. In tutte le ipotesi, comunque, si tratta di scelte per nulla serie, che attestano la confusione mentale e la superficialità di molte (troppe) persone, che ignorano il significato del passo che stanno compiendo. E questo fa parte della irreversibile decadenza in cui l'Italia affonda in ogni campo: dalla scuola alla chiesa, dalla politica alla pubblica amministrazione, dalla famiglia alla cultura. Basti sapere che ci sono università che hanno istituiti corsi di ortografia appositi per i laureandi (!) che non sono in grado di scrivere la tesi in un italiano appena passabile (da terza elementare).

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