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Cronaca

Taormina, le mani della mafia sull'isola Bella per farne una fabbrica di soldi

Di Redazione

TAORMINA - Dove ci sono soldi, si sa, la mafia si butta a capofitto. E Cosa Nostra allora ha deciso di esercitare il suo controllo anche nel turismo. Decidendo di intercettare anche il denaro che scorre attorno alle escursioni all'Isola Bella di Taormina. E' questo quello che ha portato alla luce l'operazione Isola Bella della Guardia di Finanza di Catania che ha arrestato 31 persone del clan Cintorino, espressione della famiglia mafiosa catanese dei Cappello, attivi nel capoluogo etneo, a Calatabiano e nel Messinese tra Giardini Naxos e Taormina: 26 le persone in carcere, 5 ai domiciliari. Tutte sono accusate, in concorso, di associazione a delinquere di tipo mafioso, estorsioni, trasferimento fraudolento di valori, usura, associazione finalizzata al narcotraffico, detenzione e spaccio di stupefacenti nonchè rapina. Sequestrati anche beni riconducibili ai clan Cappello-Cintorino e Santapaola-Ercolano dal valore complessivo di oltre 1 milione di euro: si tratta di una società di noleggio di acquascooter, un bar e un lido balneare di Giardini Naxos e una ditta attiva nel settore dei lavori edili.

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Nella rete delle attività economiche più redditizie controllate dai Cappello-Cintorino, come detto, spicca il business delle escursioni turistiche con barche da diporto nel tratto di mare antistante Isola Bella di Taormina. Ma il clan esercitava poi il suo controllo sul territorio in maniera più capillare attraverso estorsioni, traffico di droga (cocaina, hashish e marijuana), usura e rapine. 

Le indagini (che sono state attivate e curate in una prima fase dalla compagniadi Riposto) hanno appurato come il clan Cintorino sia particolarmente radicato ed attivo nella propria “roccaforte” di Calatabiano e opera ancora sotto l’egida di Mario, Pace, 60 anni, storico componente del clan Cappello già condannato all’ergastolo che, durante i permessi premio, organizzava “summit”, dava disposizione e ribadiva la propria egemonia nel sodalizio.

Figura apicale del clan Cintorino è risultato Carmelo Porto, catanese di 62 anni che ha rivestito il ruolo di reggente fino alla scarcerazione di un altro esponente storico, Sebastiano Trovato, 66 anni il quale, dopo circa un ventennio di detenzione, aveva recuperato le redini del gruppo. Altro elemento di spessore è Gaetano Di Bella, 59 anni, catanese incensurato che era il tramite tra la famiglia etnea dei Cappello e il reggente dei Centorino Carmelo Porto.

Il clan ha dimostrato di saper affiancare alle classiche attività mafiose come estorsioni, usura e di spaccio di stupefacenti, la concreta propensione a insinuarsi tra le iniziative imprenditoriali più redditizie e visibili del territorio di competenza, con particolari proiezioni nel territorio della provincia di Messina, come Giardini di Naxos e Taormina, località particolarmente appetibili, sia per il controllo delle attività turistiche, sia per investire i proventi illeciti in attività imprenditoriali riconducibili al clan.

Taormina è la capitale del turismo siciliano e ogni anno migliaia di visitatori spendono soldi in gite ed escursioni. C'è una intercettazione che rende perfettamente le mire espansionistiche di Costa Nostra su Taormina. È una conversazione tra Gaetano Di Bella e Marcello Rocco, 59 anni originario di Centuripe, anche lui arrestato

Di Bella: «Ma tu devi stare a Taormina...!»

Rocco: «Quanto ci stanno i carabinieri a sapere le cose?»

Di Bella: «eeee lo so, però c'è Taormina, c'è...!».

Rocco: «E Naxos...!».

Di Bella: «C'è tutto un giro va...!»

Rocco: «Taormina, Giardini, certo, Letojanni...»

Di Bella: «Eeeeh il giro c'è ed è grande..!».

Le indagini hanno accertato senza ombra di dubbio che oramai da anni le escursioni turistiche effettuate da piccoli imprenditori, nel tratto di mare destro e sinistro antistante l’Isola Bella di Taormina, con barche da diporto, erano oggetto di pesanti infiltrazioni mafiose. Gli esercenti l’attività di noleggio di mezzi di trasporto marittimo, operanti nel famoso specchio d’acqua erano, infatti, costretti a “cedere” quotidianamente una parte dei loro guadagni. Una attività di controllo mafioso  condivisa con esponenti della famiglia Santapaola-Ercolano, il cui referente in loco era Salvatore Leonardi. Gli investigatori infatti hanno acclarato che, in relazione al business delle attività turistiche, tra i due sodalizi era stato raggiunto un patto per la spartizione dei proventi: per evitare contrasti nel corso della stagione turistica estiva e frizioni che avrebbero “nuociuto” agli affari, Di Bella e Trovato  (dietro le direttive di Mario Pace e dei figli che "rendicontavano" al padre Mario durante i colloqui in carcere) insieme a “Turi” Leonardi, avrebbeo siglato un accordo in ragione del quale avrebbero diviso gli incassi (e anche le spese) in tre parti, una per i mafiosi del clan Cappello-cintorino, una per il clan Santapaola-Ercolanoe una terza per gli imprenditori estorti.

Il controllo delle attività era così radicale che anche la sostituzione di un’imbarcazione in avaria non poteva essere disposta dall’imprenditore estorto se non previa autorizzazione del sodalizio mafioso di riferimento.

In alcune circostanze, non mancavano esplicite minacce degli estortori a danno delle imprese: nello specifico, era Salvatore Leonardi a minacciare l’affondamento delle imbarcazioni qualora il patto di spartizione degli introiti non fosse stato rispettato come concordato tra i due clan rivali.

Il giro di affari era talmente notevole che Di Bella e Pasqualino Bonaccorsi (un altro affiliato al clan Cintorino), in una intrercettazione in cui stimano i profitti realizzabili nel corso della stagione attraverso il controllo delle imbarcazioni, prevedono di intascare, in media, 20.000 euro al giorno da dividere in tre parti.

L’allungamento dei tentacoli nella zona turistica di Taormina, Giardini e Letojanni si è manifestato anche attraverso progetti imprenditoriali particolarmente ambiziosi come quello di aprire attività commerciali, intestate a soggetti terzi incensurati, reimpiegando in tal modo capitali di illecita provenienza. La realizzazione di tali progetti imprenditoriali è alla base dei sequestri operati a carico della società di noleggio acquascooter, del lido Recanati beach e del Bar “Etoile”, queste ultime due attività ubicate a Giardini di Naxos.

Arrestati e accuse

Destinatari della custodia cautelare in carcere:
1. BONACCORSI Pasqualino (Catania, 28/10/1983), associazione a delinquere di tipo mafioso, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti;
2. BRUCATO Agnese (Catania, 23/02/1969), associazione a delinquere di tipo mafioso;
3. CALABRO’ Domenico (Taormina, 20/02/1995), traffico di sostanze stupefacenti;
4. CICIRELLO Fortunato (Catania, 03/08/1969), associazione a delinquere di tipo mafioso;
5. D’ARRIGO Giuseppe traffico e spaccio di sostanze stupefacenti con aggravante “mafiosa”;
6. DI BELLA Gaetano (Catania, 27/09/1960) associazione a delinquere di tipo mafioso, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione e usura con aggravante “mafiosa”;
7. DI STEFANO Rosario Pietro Paolo (Catania, 29/06/1960), associazione a delinquere di tipo mafioso;
8. FRANCO Luigi (Taormina, 12/09/1988) associazione a delinquere di tipo mafioso, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti con aggravante “mafiosa”;
9. GRILLO Gaetano (Catania, 01/12/1968), associazione a delinquere di tipo mafioso;
10. LEO Giuseppe (Taormina, 06/10/1985), traffico di sostanze stupefacenti;
11. LEONARDI Salvatore (Castiglione di Sicilia, 02/01/1968), traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, intestazione fittizia di beni con aggravante “mafiosa”;
12. MACRI’ Silvestro (Taormina, 19/11/1989), traffico e spaccio di sostanze stupefacenti con aggravante “mafiosa”;
13. MESSINA Giuseppe (Taormina, 16/02/1983), traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, con aggravante “mafiosa”;
14. MOSCATT Mario (Catania, 18/08/1955), spaccio di sostanze stupefacenti, usura con aggravante “mafiosa”;
15. MUZZIO Paolo (Catania, 04/12/1975), rapina;
16. PACE Antonio (Catania, 20/08/1989), associazione a delinquere di tipo mafioso, estorsione con aggravante “mafiosa”;
17. PACE Giuseppe (Catania, 01/04/1988), associazione a delinquere di tipo mafioso, estorsione con aggravante “mafiosa”;
18. PACE Mario (Catania, 06/11/1959), associazione a delinquere di tipo mafioso, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione con aggravante “mafiosa”;
19. PISTORIO Francesco (Catania, 22/10/1980), spaccio di sostanze stupefacenti con aggravante “mafiosa”;
20. PORTO Carmelo (Catania, 03/10/1957), associazione a delinquere di tipo mafioso, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione con aggravante “mafiosa”;
21. PORTO Francesco (Catania, 15/12/1991), rapina;
22. ROCCO Rino Marcello (Centuripe, 16/01/1959), associazione a delinquere di tipo mafioso, spaccio di sostanze stupefacenti con aggravante “mafiosa”;
23. SCALORA Gaetano (Calatabiano, 25/02/1963), associazione a delinquere di tipo mafioso;
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24. SCIACCA Damiano (Taormina, 20/10/1986), spaccio di sostanze stupefacenti, con aggravante “mafiosa”;
25. SORRENTINO Emanuele (Salerno, 19/03/1973), associazione a delinquere di tipo mafioso, rapina, usura;
26. TROVATO Sebastiano (Calatabiano, 07/02/1953) associazione a delinquere di tipo mafioso, estorsione con aggravante “mafiosa”.

Destinatari della misura degli arresti domiciliari
27. BONACCORSI Carmelo (Taormina, 01/08/1976), spaccio di sostanze stupefacenti;
28. CARDILLO Arianna (Taormina, 20/02/1996), spaccio di sostanze stupefacenti con aggravante “mafiosa”;
29. COLOSI Emmanuela (Taormina, 30/04/1983), traffico e spaccio di sostanze stupefacenti con aggravante “mafiosa”;
30. COLOSI Francesca (Taormina, 30/04/1983), traffico e spaccio di sostanze stupefacenti con aggravante “mafiosa”;
31. TIMPANARO Giuseppe (Catania, 24/07/1961), estorsione con aggravante “mafiosa”.

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